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Benny Siro
Amore, eiaculazioni & altri contrattempi

Amore, eiaculazioni & altri contrattempi
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Primo capitolo

Introduzione: Il viaggio
Sono alla stazione in perfetto orario, con una borsa da lavoro comprendente due penne, due block-notes, un registratore audio e un pc portatile.
Ho anche con me un’altra borsa nella quale ho messo qualche indumento, due asciugamani grandi, due piccoli, spazzolino, dentifricio, shampoo, doccia schiuma, niente pettine, niente lametta da barba. Mi fermerò qualche giorno da Sara, per scrivere il mio libro musicale dedicato alla band ShakePop.
Arriva il treno. Cerco di intuire dove si fermerà la carrozza 9. Ho il posto 5 corridoio.
Mi piace stare vicino al finestrino, ma non mi piace sentirmi chiuso, per cui quando possibile scelgo il posto corridoio perché mi permette di sentirmi più libero. Ad esempio se voglio andare in bagno mi alzo e vado senza dover chiedere permesso a chi mi sta a fianco.
Salgo sul treno, passo velocemente la carrozza 8 ed entro nella 9. Mi accomodo.
Mi guardo intorno e poi apro la borsa da lavoro e tiro fuori penna e block notes.
Davanti a me si siede una donna.
Lei è mora, gonna e camicetta, età sotto i 30. Sul block-notes annoto tutto, sensazioni, ciò che vedo, mora compresa.
Il treno è in orario. Mi lascio andare a tanti pensieri. Sara è stata molto gentile a rendersi così disponibile, sono sicuro che mi darà una grossa mano. È da più di un anno che non la vedo. Da quando scrissi la recensione di Henry Matiné, artista che lei ha seguito come tour manager e ufficio promozione per molto tempo.
Poi Sara si è trasferita a Bologna.
Ed io sono qui. Sul treno. Per andarla a trovare. Per scrivere il mio libro.
Da quando è partita qualcosa in me si è perso.
Come se avvertissi una forte e inspiegabile mancanza. Non che la frequentassi molto qui a Milano, ma le volte che ci vedevamo era sempre un momento speciale, parlavamo a fondo e di tutto, era come se scandagliassimo insieme gli abissi dell’animo umano, del nostro animo, per poi tornare su, con nuove sensazioni, emozioni, paure, a volte dubbi. 
Il treno viaggia veloce.
La mora davanti a me ha ricevuto una telefonata.
Non mi piace il tono della sua voce.
Nemmeno il timbro. La mora perde di interesse. Mi riposo un po’. Metto la sveglia sul cellulare per esser sicuro di scendere a Bologna.

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