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Mad Fem
Fucsia

Fucsia
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Primo capitolo

Segno di riconoscimento: scarpe fucsia.
 
Fucsia è un colore strano un po’ aggressivo, ma caldo e freddo allo stesso tempo, un po’ dolce e un po’ amaro, impenetrabile, notturno.
Il grande specchio le rimandava l’immagine di una piacente signora, morbida e burrosa.
L’abito amaranto da mezza sera, longuette, con la sola manica destra e la profonda scollatura diagonale sulla schiena nuda, al limite dell’indecenza, finiva proprio su un delizioso neo ovale. La gonna, piuttosto aderente, aveva tanti piccoli spacchi, ma non abbastanza corti da mostrare il bordo di pizzo delle autoreggenti, discretamente avorio sulle décolleté fucsia con il tacco a spillo.
I capelli erano raccolti trattenuti da uno spillone sulla nuca, ma con qualche ciocca appoggiata mollemente sul collo; uno di quei particolari che danno un’aria un po’ lasciva, da alcova – anzi, da alcova appena lasciata.
Nessun gioiello, solo due piccole innocenti gocce scintillanti ai lobi.
Un trucco leggero a eccezione della bocca, resa più grande e carnosa dalla matita scura.
Le unghie non troppo lunghe sulle belle mani affusolate, laccate fucsia: appunto.
La signora viaggiava da sola.
Tutto era splendidamente lussuoso lì, sì, lussuoso: metteva quasi soggezione, ma era così seducente e retrò, bello come un’illusione.
Era il suo sogno che si stava avverando, anzi era l’incontro di due sogni: il proprio e quello del suo uomo.
Per anni aveva accarezzato l’idea di un viaggio sul leggendario Orient-Express.
Ora c’era quasi riuscita: il Royal Scotsman ne era la versione scozzese.
Una serie di combinazioni e casualità, quattro giorni senza impegni di lavoro e di famiglia.
Aveva scelto il treno, quel treno, con le sue incognite, compagni di viaggio che non avrebbe più incontrato.
Storie - forse - in evoluzione.

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