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Marisa Mazzoni
L’inganno. Ciao cara, ci sei?

L’inganno. Ciao cara, ci sei?
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Primo capitolo

I - Teresa

Teresa era seduta su una panchina con lo sguardo perso nel vuoto. Un bambino tirò in aria una manciata di coriandoli colorati. Solo allora si rese conto che intorno a lei roteava un turbinio di carta variopinta che punteggiava il cielo in un gioco di colori. Accolse nelle sue mani i piccoli pezzi che ricadevano e volteggiavano leggeri. I trucioli tagliati in forme diverse si mescolavano insieme poi si rialzavano, controsole, come farfalle, mossi dal vento leggero fino a formare una girandola multicolore che brillava nella luce del crepuscolo. Poi mentre seguitavano la loro danza, cadevano lentamente a terra. Un nugolo festoso di bambini mascherati le passò davanti saltellando e rincorrendosi. Guardò intorno e si perse nei colori delle maschere variopinte. Si ricordò quando era bambina. La mamma faceva cucire alla sartina del paese dei costumi semplici per lei e la sorella e con tanti altri ragazzi vestiti in maschera, si ritrovavano nella piazza della chiesa.
Un raggio dorato del sole che tramontava, riflesso nel piccolo laghetto, le ricordò che era tempo di andare. Bea sarebbe arrivata prima perché voleva uscire con gli amici a cena. Da quando era morta sua sorella, Teresa viveva con la nipote e si era impegnata a instaurare con lei un buon rapporto cercando di non interferire in quello che faceva anche se, spesso, non  era d’accordo. Ora poi che aveva raggiunto la pensione, accudiva con maggior impegno la ragazza che lavorava in una libreria e badava a tutti i bisogni della casa.

Prese controvoglia la via del ritorno quando il suo cellulare iniziò a suonare. Accostò il telefono all’orecchio.
 «Ciao. Sono Lisa. Abbiamo deciso di andare al carnevale di Viareggio, domenica. Vieni anche tu?»
 Teresa rimase un attimo titubante…
«C’è anche Sergio. È tornato dal sud America. E tutti gli altri. Dai» insisté. «Ci si diverte!»
«A che ora?» domandò Teresa con poco entusiasmo
«Alle nove al solito posto sul viale.»
«Bene. Allora ci vediamo lì.»
Teresa non aveva mai avuto simpatia per Sergio, non solo perché le aveva rivolto inviti galanti, ma soprattutto perché si diceva che fosse un gigolò. Era di frequente in giro per il mondo sempre in compagnia di donne d’età, spesso con restauri estetici esasperati, con zigomi rifatti come rilievi montuosi e labbra a canotto. Per non parlare dei seni. Grossi, duri e bislunghi come palloni da rugby. Però l’idea di passare una giornata al Carnevale di Viareggio la stimolava.

Bea era già pronta per uscire. «Zia» le disse «esco con gli amici. Andiamo a cena e poi in discoteca. Non mi aspettare…»
Raggiunse velocemente la porta, poi tornò indietro:
«Tu cosa fai sola in casa?» chiese.
«Non ti preoccupare per me» rispose Teresa «ho il centrino a uncinetto da finire e poi guarderò la tv.»
« Zia, tu sei giovane…»
  «Magari» la interruppe Teresa «ho sessantatré anni…» 
«Oggi non sono niente» ribatté Bea «non puoi pensare di passare il resto della tua vita a fare l’uncinetto e le cose di casa e uscire qualche volta con quei tuoi amici…bah... non so cosa ci trovi!»
La zia cercò di tranquillizzarla: «Stasera è bene che rimanga qui perché domenica andiamo a vedere il corso mascherato a Viareggio, sennò il troppo stress mi aumenta le rughe!» Risero insieme. «Voglio far figura!» Seguitarono a ridere mentre la zia mentre chiudeva la porta.

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