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Giorgia Spurio
L'odore del mare

L'odore del mare
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Primo capitolo

Il cielo comanda con una luce che acceca nel mese di agosto. Il treno percorre i binari verso una Rimini estiva. 

I rami verdi e gialli delle palme salutano il vento che accarezza i tetti delle case, spirando dalla spuma marina.

Motociclette lasciate ai marciapiedi, bar affollati, goal di mondiali trasmessi, motociclisti ben serrati sulle sedie e donne mozzafiato su di loro. Mamme con i passeggini, palloncini legati alle manine di bambini, cappellini rosa sulla spiaggia, secchielli e rastrelli tra l'acqua e il castello di sabbia. Ragazzi abbronzati portano sotto braccio tavole da surf, gli chalet portano a tutto volume la musica delle radio, odore di mojito e lemon rinfrescano le tempie dall'afa.

Non vedevo ora che arrivassero le ferie.

Finalmente un po' di sano riposo e divertimento, e tre giorni con le amiche che adoro.

«A che pensi?» mi domanda Martina spostando gli occhiali sulla punta del naso.

«A quanto sono contenta di avere delle amiche come voi, e di stare insieme in questi giorni!»

Mi sorride spostando una ciocca ramata dalla spalla e poi tornando con i pensieri immersi nei nuovi gossip descritti dalla rivista che ha in mano.

Sento un calcio diretto al piede e noto l'infradito di Francesca.

«Senti, vedi di non fare troppo la nostalgica, ok?» mi raccomanda fulminandomi con gli occhi felini.

Annuisco all'autorità e scoppiamo a ridere.

Lucia non ci ascolta. Seduta al mio fianco, nasconde le palpebre chiuse sotto le lenti scure degli occhiali da sole. 

Le ciocche bionde si sono liberate dal fermaglio, incorniciandole il volto e coprendo il filo delle cuffie collegato al lettore MP3.

«Questa dormirà per tutti e tre i giorni?» chiede Martina.

«Spero di no» afferma Francesca allungando il braccio.

Tende la mano sulla coscia di Lucia. Ho intuito il regalo: un bel pizzicotto. Incrocia le dita, le avvita sulla pelle, e tira. 

Lucia si sveglia di soprassalto.

«Ma sei pazza?» esulta a bocca spalancata.

Gli occhiali storti sul naso ci mostrano le lentiggini e gli occhi stralunati.

È così buffa!

Scoppiamo a ridere, di nuovo.

 

 

Il treno rallenta. Foglie di palme, che prima salutavano sconosciuti, ci accolgono con la brezza marina.

Stazione di Rimini.

Prendiamo le valige. Ci baciamo la guancia, ci sculacciamo i pantaloncini dei jeans. Ridiamo come adolescenti, anche se dai lontani quindici anni ne sono passati almeno dieci.

Martina scende per prima e inspira l'aria di mare, che secondo lei arriva fin dalla spiaggia.

«Io mi tuffo subito in acqua, appena sistemiamo tutto in albergo!» esclama.

«Te, invece, prenderai un po' di sole?» mi domanda Francesca alludendo al mio pallore.

Le annuisco sorridendole: «Sì, mamma.»

«Ma Lucia è rimasta a dormire nel vagone?»

«Ehi» il tono di voce candido ma ancora impastato dal sonno ci risponde da dietro le spalle. «Sono sveglia!» reclama la bionda del gruppo. «Che non si vede?»

E il suo sorriso viene interrotto da uno sbadiglio.

La guardiamo come se fosse una causa persa e ci avviamo all'uscita.

 

Anziani mano per la mano, ragazzi abbracciati alla panchina, saluti ai treni che partono, coppie che si lasciano e coppie che si riprendono.

Passo dopo passo, mi incammino verso le mie vacanze, quando qualcosa o qualcuno mi viene contro, imprimendo il suo odore sulla mia spalla, e spingendomi. Mi acciglio e mi volto.

«Scusami.»

La voce è calda. Alzo lo sguardo. È un ragazzo forse di qualche anno più grande di me. Ha gli occhi nocciola in contrasto con i lunghi capelli biondi tenuti fermi da un elastico. La canotta mette in mostra i muscoli delle braccia, delicati come il colore della sua pelle.

«Scusalo, è sempre il solito!» mi distrae l'amico, posto di fronte, un moro con la carnagione scura, altrettanto alto e altrettanto scultoreo.

Scuoto la testa impacciata: «Fa niente.»

Mi scosto togliendomi l'immagine di come potrebbero essere quei capelli biondi sciolti sulle spalle definite e levigate, e cerco di raggiungere le altre.

«Ehi, ma che fine avevi fatto?»

«Tutto a posto, mi ero fermata un attimo.»

Sorrido e ci dirigiamo all'albergo.

 

 

La reception è accogliente.

Una famigliola tedesca con bimbi al seguito monopolizza il ragazzo dietro il bancone.

Lucia telefona al fidanzato, prima che il suo cellulare muoia per la batteria scarica.

Ci sediamo in attesa, quando dall'entrata voci maschili e risa attraggono la nostra attenzione.

Un ragazzo con i capelli rasati entra per primo, ha le iridi azzurre e glaciali. Sono convinta che Francesca se lo stia mangiando con gli occhi.

Un altro ragazzo, dall'aria intellettuale, con i capelli castani e cortissimi lo segue.

Dopodiché noto i due incontrati alla stazione.

Quei capelli biondi sono ancora legati e intrappolati. Non mi guarda, mentre l'amico moro mi ammicca con un sorriso e lo lascia solo, venendo verso di me. Mi sento avvampare le guance. Divento rossa in volto.

«Anche tu qui?» mi chiede.

Sento gli occhi di tutte puntati su di me.

«Già, alloggeremo qui... Io e le mie amiche» rispondo in automatico, senza domandarmi che sto parlando con un estraneo.

I suoi occhi neri sembrano leggermi il pensiero.

«Marco!» dichiara porgendomi la mano destra.

«Piacere, Giulia» balbetto.

«Loro sono i miei amici: Fabio, Luca e…» indica lui, il tipo che deve fare l'asociale, in disparte da tutto e da tutti, sembra un bimbo imbronciato, con l'aria annoiata, e terribilmente meravigliosa «Andrea!»

«Fantastico!» esclama Fabio, l'avvenente dagli occhi di ghiaccio, avvicinandosi: «Voi sapete i nostri nomi, noi vorremmo sapere i vostri!»

Francesca non se lo fa dire due volte, alzandosi dal divanetto e elencando i nomi di tutte.

Il ragazzo della reception ci distoglie dai convenevoli. Prendiamo le chiavi delle nostre camere e andiamo su per le scale.

«Ci becchiamo, ragazze! Il tempo di lasciare le valige, e noi andremo al mare…» ci informa Marco.

E guarda me, proprio me, fra le mie amiche bellissime!

Cerco lo sguardo dell'amico. 

Ha gli occhi bassi, ha pensieri per altre cose.

«Bene, allora ci vedremo in spiaggia!» risponde Francesca, tranquillizzando gli animi maschili e femminili.

 

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