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Alberto Guerra
La metamorfosi

La metamorfosi
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Primo capitolo

Uno.

Il lussuoso ascensore scende rapido e silenzioso, continuo a fissarmi allo specchio, avvolto nel vaporoso accappatoio bianco con le iniziali dell’hotel ricamate sul taschino.
Alle mie spalle Federica non riesce a trattenere il sorriso, è raggiante.
Siamo sposati da più di dieci anni ed è la nostra prima volta in un ‘Quattro Stelle’.
Quattro Stelle Superior, per la precisione, un lusso che non avremmo potuto permetterci se Federica non avesse vinto questa splendida settimana di vacanza alla lotteria aziendale di capodanno.
Location fantastica, con vista sulle Dolomiti innevate, camera spaziosa provvista di ogni confort e ristorante eccellente, sperimentato subito dopo il nostro arrivo con un pranzo davvero delizioso.
Poi, terminato il rito della registrazione, la gentilissima signorina della reception ci ha informato che il loro rinomato centro benessere era completamente a nostra disposizione.
Gli occhi di Federica si sono spalancati di ingenuo stupore. «Gratis?»
La ragazza ha trattenuto il sorriso nell’annuire gentilmente. «Certo. Solo i massaggi sono un extra, tutte le altre attività sono completamente gratuite per i nostri ospiti. Il Centro è aperto dalle dieci di mattina fino alle venti.»
Il tempo di disfare le valigie e di una veloce passeggiata in paese per digerire il pranzo ed eccoci qui.
Quando l’ascensore si apre siamo avvolti da profumi balsamici e da un caldo umido, davanti a noi la porta a vetri con la scritta ‘SPA Wellness’.
«Entriamo a li aspettiamo qui?» mi chiede saltellante.
Si riferisce a Mauro e Giorgia, la coppia di amici che ci ha seguito in questa bella avventura.
La lotteria di fine anno aveva messo in palio una settimana di vacanza in Trentino per quattro persone, Mauro e Giorgia sono i fortunati accompagnatori.  
Non ho il tempo per risponderle, l’ascensore a fianco si apre togliendoci ogni dubbio.
Ne esce una spaesata Giorgia, si guarda attorno emozionata quanto se non più di Federica. «Cazzo che lusso!» ghigna. «Voi ci siete mai stati in un vero centro benessere?»
«No, uno come questo mai!» conferma Federica.
«Allora cosa aspettiamo?»
Si precipitano all’interno con ampi sorrisi soddisfatti, scambio uno sguardo divertito con Mauro, una reciproca alzata di spalle e le seguiamo.
Ci troviamo in un accogliente atrio, arredi tipici in legni grezzi e maioliche, sui tavolini accanto a comode poltrone relax ci sono ciotole in legno con mandorle e fette di mele disidratate. Alcune persone con indosso il nostro stesso accappatoio chiacchierano discretamente accanto a un dispenser di tisane calde
Ci guardiamo attorno, il centro si dirama in vari corridoi, di fronte a noi c’è una grande porta a vetri brunita che da sulle piscine di ‘Idroterapia’, come recita la scritta.
«Gli idromassaggi…» sussurra Giorgia indicandola con un cenno della testa.
Federica annuisce poi spalanca la bocca come se l’articolazione della mandibola avesse improvvisamente ceduto. «Ma… sono…» balbetta senza riuscire a terminare la frase.
Seguiamo il suo sguardo e comprendiamo il motivo di tanto stupore. Una coppia è appena uscita dall’acqua e si sta dirigendo verso una nicchia per la doccia, sono entrambi nudi.
E non è un bel vedere, avranno una sessantina d’anni, lui sovrappeso lei coi seni cadenti, però si comportano con assoluta disinvoltura. Terminata la doccia annodano un asciugamano in vita ed escono dalla porta a vetri.
Per un po’ ci guardiamo confusi, indecisi se scoppiare a ridere, poi però comprendiamo che non è un caso isolato, anche gli altri clienti immersi nelle varie piscine di idromassaggio sembrano completamente nudi.
«Buonasera,»  fa una voce gentile alle nostre spalle, «siete nuovi, vero?»
Ci voltiamo, una giovane donna in camice si presenta come la responsabile del centro.
Comprende immediatamente il nostro imbarazzo, è piuttosto comune la prima volta, dice. Con estrema professionalità ci spiega le regole del Centro Benessere, il ‘vero’ Centro Benessere, a suo dire, così com’è concepito nei paesi del Nord Europa, i precursori di questo tipo di strutture.
Negli spazi comuni è d’obbligo l’uso di accappatoio o asciugamano, mentre i trattamenti vanno effettuati completamente nudi. Dagli idromassaggi alle docce emozionali fino alle varie saune e bagni turchi.
Nessuna malizia e nessun esibizionismo, ci tiene a precisare, il tutto segue il semplice rispetto delle norme igieniche e salutari di quegli ambienti, dove le elevate temperature accompagnate da persistente umidità rendono assolutamente sconsigliato l’uso di costumi da bagno in materiale sintetico. A suo dire il disagio è solo iniziale poi nessuno ci fa più caso, si pensa solo al proprio relax e benessere, senza prestare attenzione a chi ci sta accanto. Ormai tutto il Trentino si sta adeguando agli standard nordeuropei ed è un fenomeno in rapida espansione anche nel resto d’Italia. Almeno nei Centri Benessere più rinomati.
«Sarà…» sbuffa una scettica Federica.
Ilenia, così si è presentata la giovane responsabile, sorride condiscendente, solo chi frequenta abitualmente Centri Benessere ne è al corrente.
Un impatto come il nostro, ribadisce, è del tutto comprensibile. «Magari, se vi va, potreste provare una mezzoretta dalle diciannove e trenta fino alla chiusura, quando il centro si svuota perché quasi tutti i clienti vanno a prepararsi per la cena.»
Ci guardiamo fra di noi, ancora un po’ disorientati.
Ilenia sorride nuovamente. «Parlatene con calma, non c’è nessuna fretta, avete un’intera settimana a disposizione. Il mio consiglio è quanto meno di provare, anche solo una mezz’ora, poi potrete farvi un’opinione.»

Poco più tardi siamo seduti al caldo di una affollata pasticceria fra profumi di caffè, cioccolata e cannella, stiamo valutando quell’inatteso sviluppo.
La situazione è resa ancora più imbarazzante dal fatto che non siamo due coppie particolarmente affiatate, ci frequentiamo da meno di un anno. Federica e Giorgia sono colleghe da molto ma solo la scorsa estate hanno deciso di vedersi anche al di fuori dell’ufficio con i rispettivi compagni, si tratta quindi di un’amicizia piuttosto recente e superficiale.
Sarebbe complicato e imbarazzante anche con amici intimi, lo so benissimo, ma se non altro avremmo maggiore confidenza. La vacanza premio aveva però un periodo ben stabilito, fra l’altro molto ravvicinato, la coppia con cui usciamo abitualmente non è riuscita a ottenere le ferie e l’altra a cui l’abbiamo proposto aveva il problema dei figli a scuola.
Così Federica ha pensato a Giorgia.
«Ne avevo sentito parlare,» sta dicendo Mauro, «so che in Austria è normale fare le saune nudi…»
«Sì,» conferma la sua giovane compagna, «l’avevo sentito anch’io, ma pensavo ci fossero saune per uomini e saune per donne, non immaginavo fossero tutti nudi nella stessa stanza…»
Seguo la discussione senza intromettermi, sono le donne le più coinvolte, loro erano entusiaste di potersi concedere un’intera settimana di relax, non riescono a rassegnarsi all’idea di doverci rinunciare.
Mauro ne è consapevole per cui minimizza, che sarà mai, dice, sicuramente ha ragione la bella responsabile, vinto il primo imbarazzo diventa tutto naturale.
Federica e Giorgia si osservano, sono combattute, glielo si legge negli occhi.
«Tu che ne pensi?» chiede mia moglie prendendomi per mano.
Mi accarezzo la barba incolta. «Penso che stia a voi donne decidere, io non ho alcun pudore a mettermi nudo.»
«Sentilo il grand’uomo disinibito!»
«E’ la verità,» ribadisco, «io non avrei davvero nessun problema.»
«Non ti disturberebbe neppure vedere tua moglie nuda fra altri uomini?» mi incalza Giorgia.
Rifletto per un istante poi scuoto la testa. «No, se lei se la sente per me sta bene…»
«Sottoscrivo in pieno!» conclude Mauro, «per me si può provare, che ne dite?»

Anche stavolta io e Federica arriviamo per primi, uscendo dall’ascensore le sorrido, sembra leggermente in ansia.
«Se fossimo solo io e te sarei molto meno a disagio…» spiega in risposta al mio sorriso. «Mi imbarazza più Mauro di tutti gli sconosciuti che posso trovare là dentro.»
«Credo sia normale, sarebbe così anche se ci fossero Enzo e Paola non credi? Con l’unica differenza che Mauro e Giorgia sono molto più giovani di noi.»
«Beh, molto…» fa spallucce, «Mauro ha cinque-sei anni meno di me…»
Sa bene cosa intendo, Mauro ha trentaquattro anni e Giorgia deve ancora compiere i trenta mentre noi abbiamo passato la quarantina, io anche di parecchio. Per quanto possa trovarmi bene con loro non è la stessa cosa che uscire con Enzo e Paola.
Comunque ora siamo qui e quando si apre anche l’altro ascensore ci ritroviamo nuovamente riuniti davanti all’ingresso del Centro. Con la differenza che ora sotto l’accappatoio non indossiamo nulla.
Forse per questo scende fra di noi un lungo silenzio.
Ci pensa Mauro a romperlo con la sua risata impertinente. «Allora, donne? Pronte a mostrare tette e culi?»
Lo rimproverano con buffi sguardi poi sorridono fra di loro per infondersi coraggio, un bel respiro e tornano a varcare la pesante porta a vetri.
«Vedo che avete deciso di provare,» ci viene incontro la responsabile, «ne sono molto contenta. E come vi anticipavo questa è l’ora migliore, sono rimasti solo pochi clienti ormai. Inizierei con un giro illustrativo, vi spiego tutti i trattamenti del centro con caratteristiche e benefici, poi deciderete da quale iniziare.»
Impegna una decina di minuti abbondanti nella spiegazione, si vede che ama il suo lavoro e riesce a coinvolgerci, Federica e Giorgia sono ansiose di sperimentare.
«Allora? Da dove cominciamo?» ci chiede alla fine del giro.
Le due si guardano indecise.
«Non saprei…» azzarda Giorgia, «a me ispira molto il Bagno Turco con lo scrub al sale…»
E non credo sia un dettaglio trascurabile il fatto che nel Bagno Turco non ci fosse anima viva.
«Ottimo,» annuisce Ilenia, «anzi per la vostra prima volta vi preparerò uno scrub speciale con miele e oli essenziali di lavanda, sentirete che pelle…»
Ci accompagna davanti alla porta, consegna a ognuno di noi un telino gommato da mettere sotto al sedere e si allontana. «Torno fra qualche minuto con lo scrub, quando la pelle sarà bella calda e sudata.»
Arriva il momento più difficile, quello di sfilare l’accappatoio. Mauro mi da di gomito come a dire che tocca a noi rompere gli indugi, per dare il buon esempio si mette nudo, appende l’accappatoio al gancetto sul muro e senza alcuna fretta apre la porta del Bagno Turco.
Faccio altrettanto, con calma olimpica mi spoglio e lo seguo all’interno.
La fittissima nebbia umida ci avvolge in un afoso abbraccio, piccoli punti luce incastonati nel soffitto sono l’unica fonte di illuminazione, quando Giorgia e Federica fanno il loro ingresso sembrano figure evanescenti.
Vanno a sedersi all’altro lato di questo stanzino interamente rivestito in mosaico di ceramica, per qualche istante le sentiamo ridere e sghignazzare, trovano la situazione ancora piuttosto bizzarra.
A dire il vero la trovo strana pure io. E non come loro per una questione di imbarazzo, sono realmente tranquillo da quel punto di vista, però sapermi nudo e saperle nude nello stesso ambiente è una sensazione quanto meno insolita.
Il denso vapore e la scarsa illuminazione del Bagno Turco hanno reso il nostro battesimo del Centro Benessere decisamente soft, la visibilità era limitata, la nudità non troppo esibita, all’uscita però cambia tutto.
Dopo una tale sudata e col corpo impastato dal ‘pappone’ mieloso dello scrub, vi è la necessità di ricorrere alle docce e lì è un unico ambiente comune suddiviso in nicchie rientranti. Federica ha provato a proporre una specie di turno ma Mauro si è giustamente opposto, se vogliamo usufruire regolarmente del Centro occorre vincere al più presto quella forma di pudore.
Le luci sono colorate e piuttosto soffuse però la visibilità è ottima, per quanto cerchi di restare indifferente alla fine la curiosità ha il sopravvento.
Immagino sia naturale.
Così, mentre vengo irrorato da vari getti di acqua calda accompagnati da una brezza che profuma di oceano, mi trovo a sbirciare con occhi socchiusi lo splendido corpo della giovane Giorgia.
È in una nicchia poco distante dalla mia, rilassata sotto una specie di intensa pioggia tropicale, girata di spalle.
Mi sta offendo senza dubbio il suo lato migliore.
Che fosse bella lo si capiva anche da vestita, consapevole delle sue indiscusse qualità indossa sempre abiti estremamente aderenti, ma vedere quel fantastico culetto nudo è tutt’altra cosa.
Tutt’altra emozione.
E quando si avvia a passo deciso verso l’accappatoio vedo anche il resto, la parte frontale, con minuscole tettine a punta e un pube completamente depilato.
Inquietante.
Il seno così piccolo e il sesso glabro le conferiscono quasi l’aspetto da adolescente, ma tutto il resto è donna: i fianchi rotondi, la vita stretta, le bellissime gambe affusolate, il modo elegante e deciso con cui si muove.
Per non parlare del culo, quel fantastico culo... 
È l’ora della sauna, richiama la mia attenzione Federica, non c’è un minuto da perdere.
Anche lì saremo soli, il Centro si è ormai svuotato, l’ambiente è però completamente diverso dal Bagno Turco. Caldo torrido secco, senza alcuna umidità, luci ambrate con perfetta visibilità. Ilenia ci ha istruito a dovere, l’asciugamano andrà utilizzato per evitare che il corpo tocchi la struttura in legno naturale sulla quale ci accomoderemo. E anche per isolare i piedi dal rovente pavimento.
Come nel Bagno Turco io e Mauro si accomodiamo su una panca e le nostre compagne vanno a sedersi al lato opposto della stanza.
Siamo talmente frontali che è impossibile evitare sguardi incrociati e trattenere risolini divertiti.
Con estrema disinvoltura Mauro appoggia le braccia sul ripiano alle sue spalle e solleva una gamba, quasi a mettersi in posa. Mi accorgo solo ora che anche lui ha il pube completamente depilato, così come depilato è anche il resto del suo corpo.
Un corpo che, come quello della sua ragazza, non passa inosservato. Ha addominali scolpiti, spalle larghe e braccia muscolose ricamate da vari tatuaggi, credo proprio che la posizione non sia casuale, si è messo in mostra.
Una bella coppia, nulla da dire, nudi rendono anche di più.
Dopo qualche battuta sull’incredibile caldo, al quale nessuno di noi è abituato, nella sauna scende il silenzio, sembriamo davvero concentrati sul nostro relax, così come consigliato da Ilenia.
È Mauro il primo ad interrompere quella strana atmosfera, mi si avvicina e sussurra: «Stavo notando che non potrebbero essere più diverse, quelle due…»
Annuisco convinto, avevo appena fatto la stessa considerazione dentro di me. Fisicamente sono una l’opposto dell’altra, Giorgia snella e slanciata, quasi troppo magra, Federica piena e prosperosa, esuberante.
«Pensa,» prosegue con un sorrisino, «da ragazzo ho sempre avuto la fissa per le donne maggiorate, per i seni importanti, e mi sono innamorato di una che neppure li ha, i seni!»
Ridiamo piano, attirando l’attenzione delle due donne. «Che c’è di così divertente?» chiede Federica pudicamente seduta con le braccia incrociate sul davanti.
«Niente,» le risponde Mauro, «chiacchiere da uomini!»
«Sì, me le immagino!» sbuffa ironica Giorgia e anche loro scoppiano a ridere.
Mauro torna a rivolgersi a me, sempre a bassa voce. «Federica invece, quanto a tette…» alza gli occhi al cielo con espressione ammirata, «da quel punto di vista te la passi bene, amico mio!»
È vero, Federica ha un gran bel seno e lo sa, ne è sempre andata fiera. Formoso senza essere esagerato, una terza piena del tutto naturale, senza alcun ritocco. Ancora alto e rotondo nonostante abbia varcato la soglia delle quaranta primavere.
«In compenso Giorgia, magari tette no ma il resto…» butto lì inclinando la testa.
Strizza l’occhio con un sorriso soddisfatto, ha capito benissimo a cosa alludo e non lesina commenti appassionati sul fondo schiena della sua ragazza.
Continuiamo per un po’ a scherzare sulle caratteristiche fisiche delle rispettive compagne quasi fossimo due vecchi amici, poi una discreta bussata interrompe quel clima goliardico.
«Il centro sta per chiudere…» ci informa una sorridente Ilenia.

Dopo cena facciamo due passi per il paese, l’aria è gelida e frizzante, sa di neve.
A tavola abbiamo parlato in continuazione della nuova inattesa esperienza e anche ora è al centro dei nostri discorsi. È stata emozionante e divertente ma soprattutto, a sentire le nostre compagne, incredibilmente piacevole, con una vera e percepibile sensazione di benessere.
Abbiamo deciso che domani andremo da metà pomeriggio, non appena terminato di sciare. Affollato o no non importa, vogliamo provare tutti i trattamenti, comprese le decine di vasche e piscine del settore Idroterapia.
«Ma scusa, Fede,» interviene Giorgia alitando sulle mani gelate, «e se noi andassimo anche di mattina? Tanto sono loro i patiti dello sci, piuttosto che restarcene in un rifugio a bere thè e cioccolate potremmo dormire un po’ di più e poi farci un paio d’ore di rilassante idromassaggio…»
Mauro le affibbia un’affettuosa pacca sul sedere. «Te lo scordi, amore!»
«Che c’è, tesoro, sei geloso?»
«Di chi? Di quei sessantenni con i bruchi a penzoloni?»
Federica scoppia a ridere accucciandosi intirizzita sotto al mio braccio, Mauro quando vuole sa essere decisamente spassoso.
«Allora?» lo incalza la sua ragazza.
«Allora vogliamo andarci tutti assieme, è quello il bello, godersi il centro benessere in compagnia. Non voglio trovarvi a metà pomeriggio sfinite da troppe saune e bagni turchi.»
Giorgia si volta verso Federica e sussurra ironica: «O magari da troppi… bruchi…»
 Ne scaturisce una nuova risata collettiva, lei e Mauro continuano a punzecchiarsi a lungo, giocando maliziosamente su allusioni e doppi sensi. Al termine raggiungiamo un compromesso, domattina ci accompagneranno sulle piste da sci e in cambio garantiamo completo relax per buona parte del pomeriggio.
Rincasiamo presto, non sono neppure le undici quando ci ritiriamo nelle rispettive stanze, ma eravamo tutti sfiniti, come primo giorno è stato piuttosto intenso. Dobbiamo ancora smaltire la fatica del lungo viaggio e l’emozione della nostra prima volta in un Centro Benessere.
Un’emozione che in Federica sembra essersi trasformata in adrenalina, anche mentre passeggiavamo all’aperto si strusciava, mi avvinghiava, mi palpava di nascosto, e ora, appena chiusa la porta della camera, mi viene incontro con uno strano sorriso sulle labbra.
Un sorriso che conosco bene.
Senza una parola mi sospinge sul letto, gattona sensuale al mio fianco fino a raggiungere la patta dei miei pantaloni e prende a spogliarmi.
Le bastano poche carezze per portarmi a piena erezione, anch’io sono ancora confuso e intrigato da quanto accaduto nel tardo pomeriggio.
Rannicchiata fra le mie gambe lecca avidamente il glande come fosse un goloso gelato, tiene il cazzo a due mani e se lo avvicina al volto per avvolgerlo con la su lingua voluttuosa.
«Li hai visti?» mi sorride senza smettere di leccare. «Sono completamente depilati. Tutt’e due!»
«Sì, ho notato…» incrocio i suoi occhi, due braci roventi. «Vorresti imitarli?»
Ride. «Perché no? Era un po’ strano vedere quel cazzo così liscio penzolare da un corpo così liscio, però…» inclina la testa con adorabile malizia, «però sì, mi piacerebbe succhiartelo fino in fondo e non sentire neanche un pelo…»
Se lo affonda in gola per dimostrarmi ciò che intende.
Per un po’ mi godo il suo fantastico su-e-giù accarezzandole i capelli. «Ma di interessante aveva solo il fatto di essere liscio e depilato?» le domando in maniera provocatoria.
Si ferma e trattiene il sorriso a labbra strette. «Beh no,» fa ondeggiare la testa, «non solo, in effetti, è un tipo che si guarda volentieri…»
Mi butto su di lei, la bacio con foga e la tocco fra le cosce fradice di umori. «Senti senti la mia maialina, ti sei rifatta gli occhi sui suoi addominali e su quello che sbucava subito sotto?»
Ride e mugola. «E tu sul bel culetto di Giorgia, se non sbaglio!»
«No, non sbagli affatto!»
Mi morde con forza il labbro inferiore. «Brutto porco!» ansima senza ritegno, «scopami brutto porco!»

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