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Amleta Bloom
Le confessioni della Dama Nera

Le confessioni della Dama Nera
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Primo capitolo

1

Fibbie di metallo sulle mie gambe. Vuoti di ricordi. Passi lenti e nessun contatto col suolo. Labbra strette dall'affanno del distacco dal mondo. Serpenti rosa al posto dei miei capelli. Sono una Medusa bambola vagabonda. Medea che ha perso il senno. Infibulata nella memoria delle sue passate vite divorate dal tempo. Strozzata dai fazzoletti bagnati di pianto e spermicidi talenti.
Mi chiamo Alexandra e ho i capelli rosa. Un rosa come l’aurora. Sono quasi sempre a caccia di qualcosa ma non ho idea di cosa sia veramente. Come un segugio vado in giro, annuso, aspiro, cerco con lo sguardo e si ferma spesso ad osservare la gente mentre crede di non esser vista da nessuno.
Sono una ragazza ma ho sempre voluto vivere come un ragazzo. Trucchi, cerchietti, pinzette, cerette, gioielli e tutto il resto. Di quante cose abbiam bisogno noi donne? Di quante cosa non ha bisogno un uomo?
Per questo mi sono tagliata i capelli, mi sono comprata degli abiti maschili e mi ostino a fumare sigarette orrende. L’ultima volta che mi è venuto il ciclo non me lo ricordo nemmeno e ringrazio Dio di non averlo quasi mai. Sono una donna sola.
Così posso anche fare un lavoro semplice come quello di commessa in un negozio di videogames. Non devo portare tacchi e non devo indossare mini inguinali. Posso venire a lavoro senza trucco e nessuno ha nulla da ridire.
Vorrei inventare un nuovo gioco in cui non esistono nemici da uccidere o livelli da superare. Vorrei eliminare le difficoltà dalla vita perché io di difficoltà ne ho avute troppe. Il mio seno però è così grande che non riesco a nasconderlo. I miei colleghi di lavoro ogni tanto si ricordano che sono una donna e non si risparmiano qualche pessima battuta maschilista. Ma io faccio spallucce e mi volto dall'altro lato. Non m'interessa quello che pensano di me. Non m'interessa più quello che vogliono o pensano gli uomini. Ma non è sempre stato così purtroppo. Nella mia vita di donna ho desiderato gli uomini più di me stessa e ho dato amore a loro più di quanto ne abbia mai dato a me stessa. Il mio passato non è lontano e vorrei raccontarvelo ma non subito. Adesso fatemi dare una tirata a questa cicca e poi vi confesserò ogni cosa e naturalmente. Senza peli sulla lingua.

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