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OBSEXION 2014, Volume I - Racconti erotici

OBSEXION 2014, Volume I - Racconti erotici
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Primo capitolo

SAUNA
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L’hotel faceva parte di una delle catene alberghiere più famose al mondo, la sua locazione ed il panorama che si godeva dalle sue terrazze lo rendevano unico nel suo genere, oltre al fatto che i proprietari avevano fatto negli anni notevoli investimenti ampliando tutta la zona benessere e ponendolo di fatto ai vertici della sua categoria. 
Eleganza, sobrietà e cura nei particolari, oltre al personale altamente qualificato, rendevano quel luogo un vero e proprio paradiso terrestre che faceva sentire i propri ospiti sempre coccolati fin dal momento del loro arrivo grazie anche ai numerosi servizi che l’albergo metteva a disposizione della sua clientela, riuscendo a soddisfare anche le richieste più esigenti. 
Sbrigate le formalità della registrazione si fece dare la chiave della camera. Appena lei entrò si liberò dei pesanti vestiti invernali e indossò l’accappatoio fornito dall’albergo e tutto il necessario per accedere alle zone relax. Mentre aspettava l’ascensore lesse una locandina in cui si spiegava il motivo per cui il centro termale veniva chiamato spa, quelle tre lettere erano le iniziali con cui i romani chiamavano le sorgenti termali; il suo significato era appunto salute per acqua. Leggendo la spiegazione, si mise a ridere al pensiero che nonostante fossero diversi anni che frequentava quel luogo non aveva mai avuto il coraggio di chiedere il significato. Scrollò leggermente le spalle mentre le porte dell’ascensore si aprivano; in quel momento poco le importava. Dopo tre ore di viaggio l’unico suo desiderio era quello di ritrovare il piacere di entrare di nuovo nella sauna di fieno.
Quando aprì la pesante porta di legno che permetteva l’accesso, una piacevole zaffata di aria calda investì il suo corpo, mentre attraverso le narici dilatate dal calore un improvviso profumo di fieno la pervase corroborando di piacere anche la percezione olfattiva. La prima stanza era sempre la più bella perché accompagnava il ricordo di tutte le saune che aveva fatto negli anni precedenti e la piacevole trepidazione per quella che si stava accingendo a fare; annunciava il piacere di varcare la soglia di una specie di luogo proibito dove la vergogna atavica per la propria nudità lasciava il posto al piacere celato di essere nudi tra altri corpi nudi.
L’impressione che si aveva in quel luogo era che ognuno fosse solo con se stesso, immerso nelle proprie riflessioni e incurante delle persone che ti stanno accanto, a volte quasi infastiditi da presenze estranee. Lei in un certo senso si sentiva diversa, a lei stimolava idee impure, pensieri inconfessabili e fantasie erotiche.
Quando entrò c’erano solo tre uomini seduti in modo scomposto a sinistra della porta. La donna capì subito che non stavano parlando di calcio, perché appena superò la soglia tacquero immediatamente.
‘Sciocchi, credete che non abbia capito di che cosa stavate parlando’ pensò accennando un sorriso tra le labbra. 
Rivolgendosi a loro li salutò in tedesco, poi si voltò per controllare di avere chiuso bene la porta alle spalle, senza preoccuparsi che l’asciugamano che teneva davanti non le coprisse il fondoschiena. Il secondo fremito di piacere le dette il benvenuto. 

Segue....

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