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Autori Vari
Peccati di Gola 2015/2016

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Primo capitolo

EXTRA STOUT • QUANDO ASSAGGI LA PINTA PERFETTA
Milena Cazzola (Emily Hunter)

Tutti i venerdì ritrovarsi con i compagni di lavoro al solito lounge bar era di rito, quasi un obbligo, ma quell’ultima sera avevo bisogno d’altro. Salutai tutti senza nemmeno entrare e sparii dietro l’angolo. Era la serata perfetta per rifugiarmi nel mio pub segreto, lontano da occhi indiscreti e turisti confusionari.
La prima volta lo scoprii per errore, convinta che fosse il locale dove avevo appuntamento con i nuovi colleghi; mi ero trasferita da poco e facevo sempre confusione con le strade visto che il senso dell’orientamento è un optional che il mio cervello spesso dimentica di utilizzare.


«E tu chi saresti con quella faccia da straniera?» imbambolata rimasi a fissare un paio d’occhi marroni che mi scrutavano dallo spioncino della porta «entra, credo proprio tu abbia bisogno di una buona pinta per farti sciogliere la lingua!» mentre una risata godereccia accompagnava il cigolio della porta che si apriva.
«Buonasera, ci dovrebbero essere dei miei amici a... » e in quel momento mi resi conto di aver sbagliato posto.

Era tutto fuorché il locale che i miei colleghi avrebbero frequentato: per loro andavano bene solo quelli trendy.
Piccolo. Caotico. Straripante di musica. Fumoso anche dopo anni di divieto, il Molly’s era il pub dove entravi solo se andavi a genio al proprietario Stu O’Lean; e, chissà perché, da quella volta, la mia “faccia da straniera” fu sempre gradita facendomi sentire a casa.
Le rare e fortunate volte che riuscivo a intrufolarmi in cucina, mi godevo uno spettacolo che appagava tutti i sensi: Molly, una burrosa donna dalla chioma fulva, faceva l’amore con il cibo che preparava. Cucinava creando una magia con pochi e semplici ingredienti. L’amore che metteva in ogni suo gesto creava pietanze da leccarsi i baffi. Era sempre così concentrata che non faceva caso a chi aveva intorno, ma se si accorgeva della presenza di un intruso gli rifilava il compito di pelare le patate. Lo faceva con chiunque: con Stu, quando le si avvicinava per darle un bacio sul collo o una palpata al sedere, con i clienti e addirittura con il garzone che magari le aveva appena consegnato il pane. Nessuno le sfuggiva se non aveva sbucciato almeno una ventina di patate.

Continua...

Specifiche

  • Pagine:
    90
  • ISBN:
    978-88-6810-299-9

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