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Francesca Ferreri Luna
Singola ventottenne. Andrea.

Singola ventottenne. Andrea.
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Primo capitolo

10 luglio

Cara amica di C.,
mi presento subito: sono un ragazzo di 22 anni di..., studio Ingegneria Elettronica, ho fatto il Liceo Classico.
Ho letto il tuo annuncio e sento dentro di me, forte, il desiderio di comunicare con te. Lo so, tu hai scritto che non vuoi ragazzi soli; ma io sento lo stesso il bisogno di scriverti. Io non so se tu mi risponderai (lo spero tanto) ma comunque ho bisogno di scrivere a qualcuno che legga quel che penso, per potermi sfogare.
Ho una ragazza di 21 anni, conosciuta al Liceo a 16 anni; il nostro rapporto è, lo devo dire, felice sotto tutti i punti di vista. All'inizio è stato molto tormentato, specie per una sua certa leggerezza: lei mi ha sempre amato molto ma in certe occasioni non è stata capace di essermi fedele. Ma la cosa più brutta è stato che un giorno lei mi ha detto di essere andata a letto con un altro ragazzo, che tra l'altro conosco. Tu non puoi immaginare cosa abbia provato: io sapevo che lei aveva avuto qualche storia, ma mai avrei potuto immaginare che fosse di questa portata. Così per parecchi mesi sono stato preda al più nero sconforto: lei cercava in tutti i modi di consolarmi, di tirarmi su, di ridarmi fiducia; ma solo da pochi mesi sono riuscito a superare questo momento.
Ciò che ti potrà sembrare strano è che io, da quando avevo neanche 14 anni, mi vedo, circa una volta al mese, con un ragazzo della mia età, con il quale ho rapporti sessuali, o meglio omosessuali. Ti chiederai: ma allora come fai ad essere geloso? Non lo so, a volte penso che se lei avesse rapporti lesbici non mi dispiacerebbe (anzi, come a tutti i maschi mi ecciterebbe molto: forse hai ragione, noi siamo un po' più fissati); io comunque mi sento sempre molto in colpa per questo: lei non lo sa, e neanche immagina, a volte vorrei dirglielo: cosa mi consiglieresti?
Io e questo ragazzo abbiamo iniziato, come ho già detto, intorno ai 13- 14 anni: io sapevo che lui si masturbava con un altro ragazzo, o almeno questo si diceva, e la cosa mi incuriosiva. Così un giorno, una sera di aprile uscii con lui, parlammo molto e infine ci masturbammo, ma separatamente, io mi vergognavo. Quando tornai a casa mi sentii in colpa per quello che era successo: ma, cosa che si è ripetuta sempre, dopo una promessa verso me stesso di non cercarlo più, dopo poco tempo sono uscito di nuovo con lui e questa volta ci siamo masturbati reciprocamente.
Devi capire che noi eravamo praticamente bambini, facevamo la terza media, eppure già conoscevamo il sesso, con le sue devianze, più tardi venni a sapere che lui aveva iniziato i suoi rapporti omosessuali in prima media!!! So che questo può sembrare impossibile; ma c'era un ragazzo con 3 anni più di noi che lo invitava a casa sua a giocare con il lego (capisci quale era la sua età? Giocava al LEGO!!!) e probabilmente iniziarono a parlare: comunque ebbero rapporti completi, cioè con masturbazione, penetrazione. Questo mio amico mi diceva che quello che eiaculava era praticamente acqua; aveva iniziato a masturbarsi forse da qualche mese. Io credo che lui in qualche modo preferisca ancora i ragazzi alle ragazze; avrebbe la possibilità di avere molte ragazze, è veramente bello, è dolce, ma lui ha avuto invece solo rapporti saltuari, altri invece lo hanno addirittura corteggiato: ma lui non vuole mettersi assieme a nessuno.
Comunque, il nostro rapporto è andato avanti piano piano, tra successive scoperte ed aperture reciproche; abbiamo iniziato a farci bocchini reciproci, ma senza ingoiare lo sperma; a volte ci siamo baciati con la lingua  (lui però non vuole, sono io che devo forzarlo quando è in preda all'eccitazione), mi piace leccargli l'ano ma non ci siamo mai penetrati seriamente.
Io so che questa può sembrare una situazione assurda: io, che ho una ragazza, con la quale ho rapporti sessuali completi, soddisfacenti, che cerco soddisfazioni anche nell'altra sponda. Quello che è più brutto è che ogni volta che ho rapporti con lui poi sto male, mi viene da vomitare, e giuro a me stesso di non tornare più: Ma ogni volta ci ricasco: l'ultima volta che ho avuto rapporti con lui è stato  più di tre mesi fa. Fu un rapporto molto profondo, ed eravamo arrivati quasi a venirci in bocca: tornato a casa ci soffrii molto per quello che era successo: il desiderio di lui sparì completamente anzi, pensando a lui provavo solo disgusto. Poi piano piano ho iniziato a ripensarci, tentavo di scacciarlo dalla mia mente senza riuscirci. Sono tornato da lui i primi di giugno, con l'intenzione di non fare niente (non è mai successo che lui e io usciamo senza che poi non succeda qualcosa), ma un'intenzione non proprio convinta. Lui con una scusa mi ha chiesto se andavamo a vedere un appartamento suo che era libero perché aveva sfrattato gli inquilini; questa è una tipica scusa che adottiamo per trascinare l'altro. Entrambi sappiamo quali sono le nostre reciproche intenzioni, però è come se giocassimo a nasconderci. Comunque siamo andati in questa casa, era tutto buio, ma io avevo e non avevo voglia di lui. Cioè speravo con tutte le mie forze che succedesse qualcosa che ci impedisse di toccarci, di masturbarci, di leccarci, di buttarci distesi per terra e fare 69; e allo stesso tempo non ero capace di dire: "Andiamo via!".
Ad un tratto vidi della schiuma che usciva dal lavandino: la mia salvezza. Chiamò un idraulico che abitava nella casa davanti, il quale venne subito. Mentre l'idraulico era lì, io passavo, senza farmi vedere, la mano sulle natiche (sopra i jeans) del mio amico, come per invogliarlo: ero tranquillo che non sarebbe successo nulla. Alla fine infatti non successe nulla, per la prima volta, e per un altro mese sto resistendo. Cioè quello che vorrei è: o riuscire a non avere completamente più rapporti con lui e cioè supplire con la fantasia e il ricordo alla sua mancanza (e sicuramente questa sarebbe la soluzione migliore: più avanti ti spiego meglio), o limitarci ad un rapporto molto più superficiale (assai difficile, lui è un tipo più pratico che spirituale) o, terza ipotesi, quasi assurda, inserirlo nel rapporto tra me e la mia ragazza.
Riesaminiamo i tre punti:
1) Non vederlo più
Come ho già detto sarebbe la soluzione migliore: addio sensi di colpa e libero spazio alla fantasia. Io infatti penso di essere una persona dotata di tanta, forse troppa fantasia, in tutti i campi. Io a scuola sono sempre andato molto bene, perché sono, modestia a parte, abbastanza intelligente. In questo modo non ho mai dovuto ammazzarmi di studio e la mia mente ha sempre potuto fantasticare su tutto. Ora io sto notando che, iscrittomi all'Università (da ormai tre anni), essendo aumentata la dose di studio, mi avanza molto meno tempo per fantasticare; ma soprattutto molta meno tranquillità. Così, piano piano, la mia fantasia ha iniziato a prendere una brutta piega, e cioè è sempre più una fuga dalla realtà. Molte volte mi capita di pensare a come fare l'amore con la mia ragazza nei modi più assurdi: ma se posso cerco di evitare di fare l'amore, proprio perché preferisco la fantasia. La rivista non l'avevo mai comprata prima di gennaio: l'avevo già vista ma non mi interessava. Da gennaio invece ho comprato 3 copie e non tanto perché abbia voglia di scambi con le coppie o altro, ma per immaginare cosa potrei fare, o che persone sono quelle che scrivono, o cosa stava succedendo durante le foto. Così qualche volta ho scritto a delle coppie, senza mai indicare il mio nome ma solo il mio fermoposta, con la speranza che rispondessero ma senza sapere assolutamente cosa fare poi: la mia ragazza oltre a non sapere niente di questa mia passione, non condivide l'idea di mettersi in contatto con altre coppie. Idea che sostanzialmente non condivido neanch'io, ma che non mi vieta di immaginare storie assurde. Perciò mi dico: è possibile che con una fantasia come la mia, non mi possa accontentare di immaginare questo mio amico?
2) Limitare il rapporto
Impossibile: lui non ci riuscirebbe. Lui è troppo "maschile" da questo punto di vista: se sta per venire non è capace di fermarsi, per poter continuare a fare altre cose: quando sono con lui l'unica è non spingere mai troppo, andare piano con i bocchini, interrompere spesso, non toccarlo mentre lui mi fa un bocchino eccettera. Io penso che questo sia un problema che hanno un po' tutte le donne: l'uomo che pensa solo a venire. Io lo capisco, questo problema. E poi lui non è spirituale, lui non ama i baci, le leccate che non siano sulla cappella, le carezze... (mi viene un dubbio: ti fa schifo sentire parlare un ragazzo così? Dopo ci torno su questo argomento)
3) Introdurlo nel rapporto
Anche questo è quasi impossibile: la mia ragazza non vorrebbe, e poi è il solito discorso: cosa faremmo? Perché una cosa è immaginare noi tre nudi su un letto, in posizioni assurde, nei triangoli più folli (forse dimenticherei la gelosia), un'altra è invece trovarsi in un salotto, vero, a dover decidere chi si spoglia per primo, non si sa da che parte iniziare, un imbarazzo allucinante, e poi si è sempre troppo scomodi; magari io vengo subito, e oltre a diventare come ogni volta un po' triste dovrei vedere la mia ragazza che scopa con un altro senza che io sia minimamente eccitato: che squallore!
Cosa devo fare quindi? Il mio è un problema non da poco: potrei andare questa sera dal mio amico, scoparci e per un mese torno ad essere un comunissimo etero sessuale che sentirebbe ripugnanza per questa lettera o meglio, per il ME che viene fuori e che io cerco di tener nascosto; potrei aspettare ancora, magari pensando sotto sotto a come rendere più interessante il prossimo incontro (i miei genitori sono in vacanza, potrei invitarlo a casa mia a fare la doccia insieme, non lo abbiamo mai fatto. Potrei dirgli: "Ci facciamo una lampada, ti va?" , ci toglieremmo la maglietta, magari anche i pantaloni, ma sempre facendo finta di essere i soliti due amici, poi alla fine direi: "Vado a farmi la doccia", lascerei la porta socchiusa: se viene a trovarmi in bagno, naturalmente con qualche scusa assurda, gli direi di accomodarsi in bagno, visto che anche lui è sudato, e all'inizio ancora  farebbe finta di niente, e poi via, con palpate, leccate, magari sotto l'acqua riuscirei anche a farlo venire nella mia bocca); ma intanto non riuscirei a studiare; potrei masturbarmi da solo, rischiando di deprimermi. Oppure potrei organizzare un incontro in un giorno che non ho voglia, forse, (come l'ultima volta dell'idraulico) senza far niente mi sentirei a posto per un mese.
Tornando al discorso sullo schifo... io sono sicuro di due cose: la prima è che una donna non ha paura dell'omosessualità, perché non sente l'eterosessualità come condizione indispensabile per andare avanti nella vita: non si nutre quindi di falsi pregiudizi. La seconda è che in fondo quasi tutti gli uomini sono un po' omosessuali, o almeno come me (o come mi sento io): perfettamente bisessuali. È questo il motivo per cui gli uomini rifiutano con tanta violenza l'omosessualità: perché vogliono dimostrare a se stessi  di non trovare la minima attrazione per gli uomini (questa era la seconda cosa). Ma  ascolta questo: il mio migliore amico (non il mio "amante", quello non lo considero un amico) ha avuto un sacco di ragazze e di questo spesso si vanta; ma chissà perché quando andiamo a giocare e poi ci si fa la doccia negli spogliatoi lui non perde l'occasione di metterlo in mostra, a noi che siamo ragazzi, capisci? Perché lo fa? Perché quando è ubriaco  dice: "Mi farei inculare da questo" o "io con Sting ci andrei a letto", facendo finta di scherzare? Io vedo che in realtà non scherza, lo conosco da quando ho tre anni e poi ho una certa esperienza (mentre scrivo questo un po' mi intristisco: io con una certa esperienza in campo di omosessualità. Quand'è che ho smesso di sentire schifo per i ragazzi e quand'è che ho smesso di dispiacermi di pensare certe cose? A volte vorrei  essere riuscito a resistere di più, so che mi contraddico). Non ti sembra che sia molto più "sano" io, che riesco a far convivere, anche se male, queste due anime (o meglio, questa unica anima che in quanto maschile è anche un po' omosessuale?).
Allora tu puoi chiedere: se tu riesci a far convivere questi due aspetti, e pensi che sia giusto, perché vuoi smettere? Il motivo lo trovi all'inizio  della lettera: io ci sono rimasto male quando la mia ragazza mi ha tradito. Io la amo e ti giuro, non è questo che io le voglio dare. Il problema non è maschio o femmina, il problema è: non voglio avere rapporti sessuali con persone diverse dalla mia ragazza.
Come vedi ho scritto molto, sicuramente troppo; ho scritto solo di me e cose che penso non siano molto eccitanti. Inoltre sono andato contro una tua regola, e cioè niente singoli. Cosa posso dire a mia discolpa? Beh, avrei potuto volgere al femminile tutta le lettera, o aggiungere una parte (inventata) scritta dalla mia ragazza. Ha senso? Così, cara amica, ho preferito essere completamente sincero con te, approfittando del fatto che io non ti conosco e quindi non posso vergognarmi di te: so di averti un po' caricato di problemi, forse lo stile un po' troppo rigido ti ha infastidito o forse non era questo che volevi leggere. Non potendo però sapere cosa pensi, mi sono affidato alla sincerità.

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