Abbiamo 1577 visitatori e nessun utente online

Francesca Ferreri Luna
Singola ventottenne. Paolo.

Singola ventottenne. Paolo.
0.0/5 di voti (0 voti)
Primo capitolo

10 agosto      

Ciao, Francesca.
Io sono Paolo. Hai già ricevuto una mia lettera e mi hai risposto. Ho trovato la tua lettera al fermoposta il 7 agosto, era datata 27.07.94. Il tuo comunicato non me lo ricordo affatto, però mi ricordo di averlo trovato sfogliando la rivista. Io non la compero più ormai, la mia ricerca è durata solo poco più di due mesi, dall'ultima decade di aprile alla fine di giugno, a luglio ero già stanco.
Per due mesi ho vissuto in modo frenetico, completamente fuori di me, stava avvenendo una svolta, una metamorfosi. Ero come impazzito. Totalmente posseduto da un desiderio che trascendeva ogni mio controllo. Era come un invasamento, come un incantesimo. Allora ho scoperto che comunicare è la cosa più bella della vita. Ora sono tornato in me, ho ricominciato a studiare, sto cercando un lavoro, sono più sereno. Ma oggi sono anche un uomo diverso da quello di ieri, più pieno, più ricco, più vissuto; ma anche più aperto, più radioso, più completo.
Io ho finalmente attinto la vita e lo studio non è più per me la cosa più importante, perché non c'è nulla che sia o possa mai essere più importante della vita stessa. Non credi anche tu? Tuttavia non vorrei essere frainteso, non è la scoperta di quel mondo nel quale tu desideri "entrare in punta di piedi" che ha provocato tutto ciò in me; è stata invece la mia ricerca erotica un risultato e un momento insieme, il primo, della rivoluzione a cui la mia vita andava incontro.
Ho dovuto darti questa lunga premessa, scusami se ti ho annoiato, per farti capire che io non appartengo a quel mondo nel quale tu desideri entrare, è stato solo un momento. Se, per ipotesi inverosimile, ci fosse una compagna nella mia vita, non potrei mai dividerla con un altro uomo, nemmeno per una notte, nemmeno per un istante. Io concepisco il legame con una donna come un alcunché di sacro, una volta che sia stato lacerato il sacro, il legame è irreversibilmente distrutto e non ha più senso stare vicino alla donna insieme alla quale non si può più ritrovare ciò che si era scoperto e goduto insieme. A partire da quella lacerazione si apre anzi una distanza infinita, una frattura senza ritorno, un abisso incolmabile, una voragine eterna. Forse soltanto con una perfetta sconosciuta o con una amica, che però non debba mai essere destinata a diventare mia, potrei dividere con un ragazzo giovanissimo, di circa sedici o diciassette anni, e con il quale io stesso abbia conosciuto l'intimità. Non voglio essere scambiato per ciò che non sono. Non sono un bisessuale. Io sono soltanto un essere per il quale l'amore ha dei confini un po' più ampi.
Comunque la mia ricerca non mi ha portato ad esperimentare confusioni carnali con delle coppie o con delle donne. Anche se qualche confessione intima da farti ce l'avrei.
Sono contento che tu mi abbia scritto, e che la mia lettera ti sia piaciuta. Mi piace comunicare con te, e lo vorrei se lo desideri anche tu. Non so quasi niente di te, però sento che mi piaci. Sei sincera, chiara, trasparente. Mi sembra di capire che tu ed io stiamo cercando la stessa cosa, il dialogo con un altro essere umano, anche se io lo cerco con una donna. Ho ricevuto delle lettere da delle donne in passato, due, ma volevano soltanto vendermi delle fotografie autoerotiche. Tu sei diversa, credo. Non c'è falsità né furbizia in te. Mi piacerebbe se il nostro colloquio diventasse stabile. La confidenza con una donna è una cosa molto importante per me. Io ho più fantasmi che realtà nel mio rapporto con l'archetipo della femmina. Vorrei capire tante cose. Vorrei capire come siete fatte. Se la mia conoscenza della vostra realtà sia veramente solo il frutto malefico dei miei fantasmi e dei segni che la vita ha lasciato dentro di me, o se invece abbia un fondamento reale.
La mia lettera finisce qui. Spero che abbia un seguito e che tu voglia rispondermi.

Specifiche

Share this product