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Alberto Guerra
Una irripetibile combinazione di eventi

Una irripetibile combinazione di eventi
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Primo capitolo

Capitolo I

Subito dopo la doccia scendo nella sala del biliardo, siamo d’accordo per una cena di gruppo, tutti assieme, in un agriturismo appena fuori San Vito. Tanto per cambiare sono il primo, così mi sdraio sul divanetto due posti, la testa sul bracciolo ed i piedi sull’altro bracciolo.
Questa villa è oggettivamente bellissima, penso guardandomi attorno. Un lusso cinque stelle al prezzo di un Bed & Breakfast, ed è esclusivamente ad uso dei dipendenti della nostra azienda. Peccato che disponga solo di dieci stanze doppie, che obbligano a lunghe liste d’attesa.
Finalmente però è arrivato il mio turno, due settimane di ozio e relax in questo luogo incantato a pochi metri dal mare cristallino nella punta nord ovest della Sicilia.
Sento il ticchettare leggero di scarpe femminili per le scale, giro lo sguardo e la vedo. È proprio lei, la giovane e bellissima Sara, minigonna vertiginosa, capelli ancora umidi e gote arrossate dal sole. Incantevole.
Faccio per alzarmi, in modo da lasciarle spazio sul divano ma lei mi ferma.
– No, rimani così, sei estremamente sexy.
Fortunatamente sono sdraiato, altrimenti la mandibola mi scenderebbe di dieci centimetri. Sexy?
Qualche complimento l’ho ricevuto, in vita mia, ma sexy mai. Cerco di non mostrare il violento stupore e mi lancio una rapida occhiata: bermuda in jeans, camicia bianca di lino. Sexy?
Così la guardo, con l’aria più naturale che riesco a trovare.
– In che senso, sexy?
– Il fascino dell’uomo maturo, innanzi tutto, e poi emani un profumo delizioso. Ma soprattutto adoro quella posizione.
Mi osservo nuovamente.
– Cos’ha di particolare questa posizione?
Con sguardo furtivo si avvicina, come per confidarmi un segreto.
– È quella che preferisco per fare l’amore. Tu no?
– Beh, – deglutisco confuso, – sì, la trovo molto interessante. Magari non è la mia preferita, ma interessante.
– Lo immaginavo, devi essere il tipo che ama comandare.
– Non ho detto questo.
– Non l’hai detto, ma lo pensi. È un classico. Io invece amo avere il controllo, mi eccita da impazzire, mi piace poter decidere e guardare.
Sono sempre più in confusione ma non posso ammetterlo. Non con una ragazza più giovane di me di quasi vent’anni.
– Decidere e guardare? – rimango al gioco. – Guardare cosa?
Sfodera un sorriso talmente malizioso da bloccarmi la circolazione sanguigna.
– Mi piace guardare il mio partner che gode ed i nostri corpi fusi in una cosa sola… – si china nuovamente verso di me, abbassando la voce. – Se me ne sto carponi col sedere alto e la testa sul cuscino, come piace a te, tutte queste cose non le vedo.
Accidenti, mi dico, piuttosto disinibita la ragazza!
Così, senza riflettere, le rispondo per le rime.
– Da quella posizione, però, ciò che vedo io è uno spettacolo che vale il biglietto, credimi!
Dapprima sgrana gli occhi divertita, poi scoppia in una cristallina risata.
– Tutti uguali, voi maschietti. Perché, vedermi così, – con aria di sfida si solleva appena la minigonna e si mette a cavalcioni sopra di me, – non è uno spettacolo che vale il biglietto?
Non riesco a crederci! È davvero inginocchiata sul divano sopra di me, col pube a contatto con la patta dei miei jeans. La minigonna è talmente stretta che nel divaricare le gambe le è salita fin sui fianchi, rendendo visibile la base dello slip bianco.
Eccome se è uno spettacolo! Piacevole ed inatteso.
Calmati, mi ripeto con la gola secca.
È solo un gioco, lo so, e come tale devo continuare a trattarlo.
– Sì, ammetto che una bella ragazza come te si guarda sempre volentieri, ma vuoi mettere la prospettiva di due belle natiche tonde, alte, invitanti?
Di nuovo quel sorriso malizioso. – Aspetta, ancora non l’hai visto lo spettacolo che intendo io.
Con le mani si solleva i capelli ed inizia a salire e scendere su di me, gesti prima lenti e misurati poi sempre più sensuali. Subito dopo dalla sua bocca escono i primi gemiti, un misto di sospiri e gridolini che mi accapponano la pelle.
È tutto così sconvolgente da sembrare reale. E il mio sesso, già smosso da quegli strani discorsi, raggiunge una feroce erezione, dolorosamente racchiuso in posizione contorta sotto slip e jeans.
Nel frattempo i primi due colleghi entrano nel salone e si appoggiano al bigliardo ad osservare l’inattesa scenetta.
– Che succede, quaggiù? – gracchia uno di loro trattenendo a fatica le risate.
– Ssshhtt! – lo zittisce Sara con l’indice davanti al naso. – Sto cercando di far cambiare idea al nostro funzionario. Ancora un minuto ed ho finito.
Riprende a muoversi, ma non col precedente su-e-giù, il suo bacino ora oscilla avanti ed indietro, inarcandole la schiena. Così facendo i nostri corpi rimangono a contatto, ed io posso sentire il suo pube sfregare sensualmente contro la mia erezione.
È una situazione davvero assurda, quasi comica se non fossi così terribilmente eccitato. E se non fosse di dominio pubblico.
Ormai nel salone si sono radunati diversi colleghi e colleghe, e tutti ci osservano increduli, scambiandosi ghigni e battute.
Cerco di rimanere impassibile, con le mani incrociate dietro alla nuca e lo sguardo ironico, ma fatico a nascondere la pesante sensazione di disagio ed imbarazzo.
Soprattutto quando Sara, fra profondi sospiri e movimenti sinuosi, mima un orgasmo incredibilmente realistico.
Alla fine, con sguardo languido e respiro falsamente affannato, si accascia su di me.
– Allora? – mi sorride. – Ti ho convinto?
So di avere tutti gli sguardi addosso, devo dire qualcosa di spiritoso.
– Sì, ammetto che non è affatto male, però…
– Però? – si acciglia con malizia.
– Beh, speravo durasse un po’ di più, sei venuta quasi subito!
Scoppia una risata comune, sono riuscito a cavarmela egregiamente.
Anche Sara ride divertita e poco più tardi, quando penso che abbia ormai scordato la mia battuta, mi si avvicina.
– Che vuoi farci, – mi sussurra all’orecchio. – Ho il primo orgasmo molto veloce. Ma poi mi rifaccio, fidati!
Sono terribilmente turbato da quella strana confessione, e dico la prima cosa che mi passa per la mente.
– È una caratteristica interessante.
– Interessante? – sorride socchiudendo appena gli occhi.
Rimane ad osservarmi per qualche istante poi si allontana col suo bellissimo sorriso dipinto sulle labbra.
Per il resto della giornata si comportata come se nulla fosse accaduto. Riprende il suo ruolo al centro della comitiva e ride con tutti, scherza e civetta con tutti.
A pensarci bene, soprattutto con Gianni, senza dubbio il più bello della comitiva.
Ed anche il più insistente nel corteggiarla.

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