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INCONTRO NEL SILENZIO

INCONTRO NEL SILENZIO Liviana Rose

Massimo se ne stava tranquillo sulle poltroncine molto comode della sala d'attesa. Con le dita tamburellava un'immaginaria musica sulla sua coscia.

  • Diario N° 216
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L'altra parte di me

L'altra parte di me Orchidea de Castro

Padre e sorelle sbigottiti mi avrebbero considerato una sorta di mostro, uno scherzo della natura, la loro vergogna.

 

IL GIORNO PIU' BELLO DI ABIGAIL

IL GIORNO PIU' BELLO DI ABIGAIL FURIO A.

Nell’ampia sala, dall’elegante stile minimalista, la vivacità che aveva animato il ricevimento si era trasformata in un gradevole chiacchierio, e gli invitati un poco alla volta si erano riuniti in gruppetti. Come sovente accade nei rilassati momenti successivi alla festa, gli uomini con gli uomini e le donne con le donne, a scambiarsi confidenze... 

 

 

 

  • Diario N° 214
  • Stazione Centrale
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LE MANI

LE MANI Liviana Rose

Le mani attraggono.
Le mani parlano, cantano, danzano, raccontano, insegnano, imparano.
Le mani suonano, scrivono, descrivono, disegnano.
Le mani dipingono, creano, applaudono le mani.

  • Diario N° 213
  • Stazione Centrale
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Parigi 1770

PARIGI, 1770 FURIO A.

Correva con tutte le sue forze già da diversi minuti, i polmoni erano sul punto di scoppiare ma non poteva rallentare. Alle sue spalle risuonavano i passi pesanti dei gendarmi che non la mollavano e immaginò che si fosse accodato anche il commerciante di tessuti. Quel grasso avido omaccione.

MARIA MAREA

MARIA MAREA Valter Padovani

Gli piaceva camminare sulla sabbia resa umida dalla notte con il garrito dei gabbiani e lo sciabordio delle onde che si infrangevano sugli scogli in lontananza.

LASCIAMI ANDARE

LASCIAMI ANDARE Liviana Rose

«Lasciami andare. Non ne posso più di te.»
Stavo cercando di tagliare per sempre i fili con un passato che non era passato, con ricordi da non ricordare, con giornate buie come la notte. Una vita senza uscita, senza gioie, col terrore nella pelle, con l'amore, questo sconosciuto, tirato fuori la sera come un portafortuna solo di nome, come la fotografia di un'utopia.

SOLA ANDATA

SOLA ANDATA Leonarda Morsi

“Il treno espresso 2245 delle ore 18.45 per Milano è in arrivo al binario tre.”
La nebbia  avvolgeva la stazione e rifletteva su se stessa le luci gialle della città e i fari delle locomotive in arrivo. I passeggeri, allineati come birilli  lungo il binario, erano avvolti dai nebbiosi filamenti grigi come se il fumo di un incendio sotterraneo li stesse progressivamente avvolgendo.

L’ALTRA DONNA

L’ALTRA DONNA Valter Padovani

Mi capitava spesso di vederla, a volte solo di sfuggita per qualche brevissimo istante, altre invece per interminabili minuti. La guardavo a volte agghindata da soubrette del varietà sistemarsi prima di un’uscita galante, occupandosi di ogni singolo particolare con cura quasi maniacale come se da esso dipendesse la buona riuscita dell’incontro. Precisa aggiustava ogni più insignificante dettaglio rincorrendo un perfetto connubio di eleganza e sensualità, dolcezza e malizia.

IL PROTOPHILLUM AZZURRO

IL PROTOPHILLUM AZZURRO Laura Massera

Sdraiata tra le larghe foglie del mio Protophillum, nella serra, ripenso alla sera in cui Alessandro me lo regalò. Sono sempre stata affascinata dal mondo vegetale. Fino da bambina i miei vasi facevano impallidire per il loro splendore le piante costosissime delle amiche di mia madre. Fu una di loro che mi insegnò le basi della floricoltura.

DELIZIOSO DESSERT

DELIZIOSO DESSERT Scarlett B.

Il ristorante è in penombra. Le luci soffuse e discrete ai lati dei tavoli, creano ombre danzanti che si riflettono sui visi degli ospiti. I camerieri scivolano silenziosi raccogliendo le ordinazioni e servendo le vivande. Tutto l’arredamento del locale è in uno stile futurista ed essenziale, completamente impersonale.

INDELEBILE

INDELEBILE Roxyb

Sento i brividi.
Nel mio corpo, del nostro orgasmo.
Scivolano lungo la schiena, giù lungo le gambe, a farle tremare.

  • Diario N° 205
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LA SEDIA DEL POETA

LA SEDIA DEL POETA Itacchiaspillo

Saran stati anche i capei d’oro a l’aura sparsi ma sono io che pulisco intorno. Di questo ero sicura.
Alzarsi all’alba, prima che giunga il sole su questi colli, preparare il pane: acqua, farina, un po’ di sale, il desco, le cose da lavare, cucire, badare all’orto.

SUPERMERCATO AD AGOSTO

SUPERMERCATO AD AGOSTO Raffy

Sempre la stessa estate che si ripete da non sa più quanti anni. Può partire, viaggiare, amare, odiare, ma per lei “Estate” è sempre la solitudine delle due del pomeriggio, di un letto disfatto in cui rotolarsi, di serrande abbassate e ventola che ronza. Si annoia un po’

FLASH

FLASH Isa Gambe

Flash.
La tua mail comincia così. Evochi un nostro incontro immaginario. Torrido e sensuale.
Usi termini crudi, diretti e ricami con eleganza ogni frase con quella destrezza poetica che da sempre ti appartiene.
Sono mesi che non mi scrivi e il tuo lungo messaggio mi lascia di stucco.

IL TRENO DEL DESIDERIO

IL TRENO DEL DESIDERIO Proserpina

Accade di martedì. Ogni settimana prendo il treno che mi porta a Milano.
Il treno è quello dell’alba. Gente accasciata sui sedili. Occhi semichiusi. Alito da caffè scadente del bar della stazione, ingurgitato in fretta.

NEL BAGNO

NEL BAGNO Pierre Red

Le dita premettero sul bordo smaltato del lavabo. La decisione con cui le poggiò non nascose il tremore che la stava pervadendo. Era estremamente nervosa, agitata, ed eccitata. Incredula di trovarsi in quel bagno. In quella situazione.
Ora alzati, e vai alla toilette. Le disse qualche minuto prima.

  • Diario N° 200
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ANDARE OLTRE

ANDARE OLTRE Helena

Andare oltre, andare oltre... ma oltre a che, oltre a cosa? Me lo sono sempre chiesta, da quando ti conosco. Me lo dici sempre con quel sorriso ambiguo che il mio corpo non ha limiti, solo la mia mente ne ha qualcuno e che lo posso facilmente superare, capendolo prima di quanto creda!

VINCERE LA PAURA

VINCERE LA PAURA Olympia Fox

Ancora stento a credere sia vero.
La guardo di nascosto, attraverso il riflesso della porta lucida, mentre si districa tra i fornelli e il forno, ballando un po’ e cantando piano, tenendo sotto controllo quella sua voce da tigre.

TEMPUS EST JOCUNDUM

TEMPUS EST JOCUNDUM Stephen Roissy

Era una di quelle serate estive di inizio agosto, quelle serate dolci nelle quali si prova piacere a stare all’aperto perché la temperatura mite e l’aria, appena un po’ più fresca, danno una sensazione di riposo dopo il caldo estenuante del giorno, e sulla pelle ogni leggero alito d’aria fresca che, all’imbrunire, scende dalle montagne, fa l’effetto delle bollicine in un bicchier d’acqua.

UNA DEA

UNA DEA Matronit

Un ritaglio fuori dal tempo, lo sapevano. Un momento che poteva durare un pomeriggio intero, ma solo un momento.
Dopo quell’attimo lei cercava di ripercorrere ogni piccolo passo che li aveva condotti lì, più e più volte.
Solo casualità, solo un momento di puro egoismo.

IL VIAGGIO DI RITORNO

IL VIAGGIO DI RITORNO Liviana Rose

Un viaggio di ritorno di 300 km. L'autostrada larga e vuota del venerdì notte. Un uomo ed una donna. Dalle casse della radio si spandono le note leggere di una calda melodia . Argomenti di conversazione esauriti all'andata.

ANCHE QUELLA MATTINA FRANCOIS VENNE SVEGLIATO ALLE CINQUE

ANCHE QUELLA MATTINA FRANCOIS VENNE SVEGLIATO ALLE CINQUE Faber

Anche quella mattina Francois venne svegliato dal consueto doppio colpo alla porta della sua cameretta.
Da tre anni in quell’albergo a due passi da Place de la Concorde il rito si ripeteva: la sveglia alle cinque, una tazza di caffè, la giacca della divisa messa in fretta. Poi, giù nella hall, a ritirare bagagli e mance fino quasi a sera.

CAFFÈ DEGLI ARTISTI

CAFFÈ DEGLI ARTISTI Stella Maris

Non so se fosse proprio un’istintiva necessità come la chiamava Massimo, uno dei miei clienti, ma dopo aver dato il meglio tra le mura del mio appartamento per me era necessario avere anche solo un’ora di normalità, come la chiamano gli altri