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La scelta delle foto da abbinare. Consigli.



UN ATTIMO ALMENO

UN ATTIMO ALMENO Liviana Rose

Leo è uno che ha fascino: è inutile nasconderlo. Ma un fascino di quelli bastardi che lo sai sicuramente che non sei la prima e, soprattutto, non sarai né l'unica né l'ultima.

  • Diario N° 24
  • Stazione Centrale
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  • Tempo di lettura minuti: 2
L'UOMO DEI SOGNI

L'UOMO DEI SOGNI Fabiola

«Pronto?»
«Ciao dolce Monique?»
La voce dell'uomo era roca e non le sembrò familiare.
«Con chi parlo?» rispose lei guardinga.
«Sono l'uomo che ti farà bruciare di passione, chi renderà reale ogni tuo pensiero peccaminoso? Nulla di te è un mistero per me!»

LE TRE STAGIONI DI UN AMORE

LE TRE STAGIONI DI UN AMORE Fargo

30 anni fa - Autunno
Eri la mia compagna di liceo. All'inizio una come tante. Forse meno, perché l'aria da snob che avevi ti rendeva ai miei occhi insopportabile. E poiché sono un tipo orgoglioso, non ti vedevo nemmeno bella. Tu sentivi la mia ostilità e ripagavi il mio sentimento ignorandomi. Poi, chissà perché, un giorno io ti guardai in un altro modo, tu anche, e fu tutto diverso: mi innamorai di te.

I CAPPELLI

I CAPPELLI Maddalena de Seda

Mi reco dal giornalaio, pregustando esternando l'effetto dell'acquisto proibito.
«Le piccole ore» prego. Il giornalaio mi guarda stranito, sorpreso.
«È sicura, signorina?»
«Sì sì.» A malincuore mi porge la rivista, volentieri raccoglie però gli spiccioli.

LA FIGLIA DELLA TEMPESTA - LA MODELLA DI RENOIR

LA FIGLIA DELLA TEMPESTA - LA MODELLA DI RENOIR Itacchiaspillo

Era la primavera del 1883 e Marie Clémentine Valadon camminava per rue de Cortot in Montmartre con lo sguardo fiero e il passo deciso, con indosso come armatura solo i suoi diciotto anni e lo spirito libero e indipendente, raro per una donna dell'epoca. La lunga gonna scura alla caviglia seguiva il suo incedere sicuro, avvolgendo le sue gambe minute un passo dopo l'altro.

UNA SERA A CENA ATTO III

UNA SERA A CENA ATTO III Liviana Rose

Ecco, Michele sarebbe proprio uno che fa al caso mio. È fantasioso a letto, belloccio, un fisico accettabile e ci si riesce anche a parlare al di fuori delle lenzuola perché è una persona intelligente.

  • Diario N° 19
  • Stazione Centrale
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  • Tempo di lettura minuti: 6
IL PARADISO PROPRIO VICINO ALL'INFERNO

IL PARADISO PROPRIO VICINO ALL'INFERNO Falcosirene

«Perché non mangi ?»
Lo guarda. È seduto sulla panchina, mentre un piccione sta girando intorno ai suoi mocassini. Con il capo abbassato, lasciato cadere verso il petto, stanco.
«Vuoi parlare?»

VERDIANA

VERDIANA Fede

«Andrea, hai visto l'arcobaleno?»
«Quando?»
«Ieri. Dopo il temporale.»
«No, a dire il vero non ho nemmeno guardato fuori.»
«Era bellissimo!»

UNA SERA A CENA. ATTO II

UNA SERA A CENA. ATTO II Liviana Rose

Ho notato che ad Alex piacciono parecchio i miei piedi: in effetti li carezza molto, li bacia, ci giochicchia. È, però, un ragazzo molto timido e, a letto, non è certo come me l'ero immaginato.

  • Diario N° 16
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VOGLIA DI FRAGOLA

VOGLIA DI FRAGOLA Merlina

Il silenzio pervade la stanza, mi fa lo stesso effetto della vasca da bagno alla fine di certe giornate, lievi come essere infilati in un tritacarne.
La mattinata ha avuto un che di atroce. Telefonate e incontri. Decisioni importanti ad ogni secondo. Responsabilità che ti inchiodano ad una scrivania come un masochista alla sedia del suo sadico preferito.
Nocche sulla porta. È Emanuela di sicuro.

UN PICCOLO NEO

UN PICCOLO NEO MADAME FEMALE

Sembrava un sabato sera come tanti.
Di quelli passati con leggerezza goliardica.
Un locale leggero.

UNA SERA A CENA	ATTO I

UNA SERA A CENA ATTO I Liviana Rose

Ho accettato l'invito a cena di Alex solo perché era un sacco di tempo che non uscivo con un uomo senza dover parlare di lavoro. Posticino carino con ottima cucina, intimo, senza camerieri troppo invadenti.

  • Diario N° 12
  • Stazione Centrale
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  • Tempo di lettura minuti: 3
LA BALLATA DI UN TRISTE CERCATORE

LA BALLATA DI UN TRISTE CERCATORE

«Perché è così doloroso amare? Perché non possiamo farne a meno?»
«Perché la vita senza amore è la ballata di un triste cercatore.»
«Mi prendi in giro? Eh…»

GOCCE

GOCCE Dionisio22

Milano, inizio autunno, sabato pomeriggio.

Diion era steso maldestramente sul divano annoiandosi davanti alla televisione a basso volume. Il dito scandiva il tempo lento dei noiosi canali che non riuscivano ad interessarlo. Gli occhi stanchi caduti sul videoregistratore comandarono ai pochi riflessi non ancora intorpiditi di premere play e vedere cosa fosse stato dimenticato nell'apparecchio.

ARIANNA... OVVERO IL MARE D'INVERNO

ARIANNA... OVVERO IL MARE D'INVERNO Loryem

Era una sera fredda, di un gelido inverno, la bora sferzava i volti della gente e persino le onde del mare sembravano rabbrividire di fronte a tutti quei gradi sotto zero.Arianna stava recandosi a casa, completamente avvolta nel suo piumino,intirizzita dal freddo. Erano anni che non si raggiungevano temperature così basse.

UN'AMANTE MERAVIGLIOSA

UN'AMANTE MERAVIGLIOSA Leamorsi

La notte di ferragosto racchiudeva una commistione di dolorose e seducenti implicazioni: i preparativi al campeggio erano immersi nella nostalgica sensazione che l’estate stesse per volare via troppo in fretta, il bagno di mezzanotte era l’appuntamento più atteso per le giovani coppie nate durante la vacanza e l’ultimo tentativo per conquistare i cuori refrattari.

UN DOLCE VALZER SENTIMENTALE

UN DOLCE VALZER SENTIMENTALE Liviana Rose

Sembra quasi che le vecchie canzoni francesi in sottofondo facciano uscire la loro decadenza da un attempato grammofono.
Guarda l'uomo e sorride: disteso mollemente sul suo letto, illuminato dalla luce incerta dell'imminente tramonto è davvero sensuale.

  • Diario N° 7
  • Stazione Centrale
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ALTROVE

ALTROVE Giuliasays

C'è stato un altrove, in un tempo diverso da questo, in cui ti limavi sui denti un'unghia spezzata e aggiustavi con l'altra mano il fastidioso filo del tanga incastrato tra le chiappe.

TROVIAMOCI AL BINARIO 16

TROVIAMOCI AL BINARIO 16 Faber

La voce dell’altoparlante gracchia.
Un suono di cui l’uomo al binario comprende solo tronchi spezzoni di parole.
Binario.
Delle 11 e quara...
...nove.

  • Diario N° 5
  • Stazione Centrale
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UN MILIARDO DI SCHEGGE PALPITANTI

UN MILIARDO DI SCHEGGE PALPITANTI -eva-

Avrei voluto che fosse buio. Camminare tra le ombre lunghe della sera e i rumori ovattati della città assopita. Avere la testa avvolta in un foulard e il corpo celato da un ampia mantella. Avrei voluto sentirmi osservata, percepire l'attesa fremente in ogni mio gesto e un senso di fatalità ineluttabile.

IL TRENO

IL TRENO Maya 02

Chiudersi alla vita. Non innamorarsi. Partire senza mai arrivare a toccare il cuore. Questa era la sensazione che Mauro percepiva dai treni. Saliva in una stazione qualsiasi e scendeva quando il paesaggio lo attraeva oppure quando il nome di una stazione gli ricordava qualcosa. Un qualcosa che non aveva più, un ricordo che non sentiva più suo. Il ricordo della vita, degli affetti che aveva prima dell'incidente al cuore, prima di essersi innamorato di Giorgia, la classica ragazza che s'innamora di uno stronzo e che ora non c'era più.

  • Diario N° 3
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COM'È BELLA ANNA

COM'È BELLA ANNA Agata

Anna che si prepara, uno splendido, eccitante spettacolo del quale sono l'unico spettatore.
La osservo mentre si muove per la stanza, fiera e sinuosa come una pantera, ma con le dolci esitazioni di una tenera bambina.

VOYEUR?

VOYEUR? Liviana Rose

In realtà sto solo facendo finta di leggere questo libro. Non riesco a concentrarmi e nemmeno a mettermici d'impegno. I romanzi vanno bene per riempire la solitudine di un pomeriggio di pioggia ma la vita vera è davvero più interessante di quella impressa su fogli di cellulosa. 

  • Diario N° 1
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