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Carrozza 6 - degli amori impossibili

MARIA MAREA

MARIA MAREA Valter Padovani

Gli piaceva camminare sulla sabbia resa umida dalla notte con il garrito dei gabbiani e lo sciabordio delle onde che si infrangevano sugli scogli in lontananza.

LA SEDIA DEL POETA

LA SEDIA DEL POETA Itacchiaspillo

Saran stati anche i capei d’oro a l’aura sparsi ma sono io che pulisco intorno. Di questo ero sicura.
Alzarsi all’alba, prima che giunga il sole su questi colli, preparare il pane: acqua, farina, un po’ di sale, il desco, le cose da lavare, cucire, badare all’orto.

SUPERMERCATO AD AGOSTO

SUPERMERCATO AD AGOSTO Raffy

Sempre la stessa estate che si ripete da non sa più quanti anni. Può partire, viaggiare, amare, odiare, ma per lei “Estate” è sempre la solitudine delle due del pomeriggio, di un letto disfatto in cui rotolarsi, di serrande abbassate e ventola che ronza. Si annoia un po’

IL TRENO DEL DESIDERIO

IL TRENO DEL DESIDERIO Proserpina

Accade di martedì. Ogni settimana prendo il treno che mi porta a Milano.
Il treno è quello dell’alba. Gente accasciata sui sedili. Occhi semichiusi. Alito da caffè scadente del bar della stazione, ingurgitato in fretta.

ANDARE OLTRE

ANDARE OLTRE Helena

Andare oltre, andare oltre... ma oltre a che, oltre a cosa? Me lo sono sempre chiesta, da quando ti conosco. Me lo dici sempre con quel sorriso ambiguo che il mio corpo non ha limiti, solo la mia mente ne ha qualcuno e che lo posso facilmente superare, capendolo prima di quanto creda!

ANCHE QUELLA MATTINA FRANCOIS VENNE SVEGLIATO ALLE CINQUE

ANCHE QUELLA MATTINA FRANCOIS VENNE SVEGLIATO ALLE CINQUE Faber

Anche quella mattina Francois venne svegliato dal consueto doppio colpo alla porta della sua cameretta.
Da tre anni in quell’albergo a due passi da Place de la Concorde il rito si ripeteva: la sveglia alle cinque, una tazza di caffè, la giacca della divisa messa in fretta. Poi, giù nella hall, a ritirare bagagli e mance fino quasi a sera.

LA RAGAZZA CON IL CAPPELLO ROSSO

LA RAGAZZA CON IL CAPPELLO ROSSO smallred

Amava passeggiare per le stradine di Delft, quelle che dal porto, corrotto all’immaginazione, al colore e allo spazio, ti conducevano all’interno di luoghi più austeri, delineati, geometrici, nei quali le tinte dominanti erano il rosso mattone delle case, il verde delle finestre e la cruda quotidianità della gente comune.

AMORE VIRTUALE

AMORE VIRTUALE Piera D’Antonio

Mi chiamo Becky, Becky King. Sono seduta alla mia scrivania, gli altri sono tutti usciti. Aspetto l’orario del nostro incontro. Tutte le sere puntuale su questo schermo. Uomo senza viso e senza voce. I nostri pensieri scorrono veloci e bucano la pagina bianca

LA VIRTÙ

LA VIRTÙ Thierry59

Per accendere la pulsione e il desiderio sono bastate poche frasi pronunciate in fretta lungo il corridoio di scuola, con i libri sotto braccio, la sigaretta in bocca e la voglia di baciarla che soffoca il fiato in gola.

MIHAI

MIHAI Proserpina

Ogni tanto prendeva l’autobus. Per la stessa ragione per cui si recava la mattina presto a Porta Palazzo. Da sola. A piedi. La incuriosivano i volti. Le espressioni. Le esistenze.
Nel quartiere dove abitava gli impiegati sgattaiolavano via con la testa insaccata nelle spalle e il passo veloce. Curvi. Grigi come le loro vite. Non c’era niente da osservare.

L’ARCHITETTURA DEL CORPO

L’ARCHITETTURA DEL CORPO Giorgia Red

Piove.
L’auto sembra guidare le mie mani, sul volante, tremanti come le foglie quando vengono strappate, rapite, martoriate, dal vento, e lì si arrendono.
Bianche e violacee, causa forse il freddo.

PIACERE MASSIMO

PIACERE MASSIMO Eva Alyeni

Avevo tutto.
Tranne lui.
Gli avevo dato ogni mia emozione, la dolcezza, l’entusiasmo, il corpo, i sorrisi e i gemiti di frizzanti, infuocate notti d’amore. Lo facevo sentir importante nelle trepidanti attese di averlo addosso, come dolce peso in cui impregnare le mie fragilità. Intrisa di lui, come l’acqua la sabbia, nell’umiliante elemosina della ricerca continua ed esasperata di volergli appartenere. Invano.

LA DONNA DI NESSUNO

LA DONNA DI NESSUNO Maddalena Costa

Nella stanza piombò il silenzio.
Aveva occhi gelidi e la sua bocca serrata mostrava il ghigno di un morso.
Non parlava.
Ma il suo verbo taciturno mi urlava tutta la mia inadeguatezza.

PER UN’ORA SOLTANTO

PER UN’ORA SOLTANTO Liviana Rose

La sveglia.
Un’altra giornata da affrontare.
Altre ore da spingere via per giungere a quel momento: agli unici minuti che siano tutti miei e per me soltanto.

LE ORE D’ACQUA

LE ORE D’ACQUA GiuliaSays

«Mi hai detto che non ti importa un cazzo di Venezia e che l’unica cosa essenziale è trovare un po’ di tempo per scopare con me.»
Andrea sorride mentre mi riferisce parti della conversazione avvenuta la notte prima

TESTAMENTO D'AMORE

TESTAMENTO D'AMORE Liviana Rose

La spiaggia è lunga e stretta, accartocciata lungo il corso del fiume, imprevedibile come il suo corso. Appena dopo la curva, dove i cespugli celano la vista, c’è una palafitta, che qui, nella bassa, chiamano baracca.
Alla baracca c’è sempre l’ombra e si guarda il fiume e si cerca di capirlo. La spiaggia è effimera e, se c’è, si può prendere il sole; se il fiume la mangia, si aspetta che ricompaia, magari da qualche altra parte.

IL COLLOQUIO

IL COLLOQUIO Faber

L'ho uccisa.
Sì, l'ho uccisa con le mani.
E forse non ha senso dirle a lei, adesso.
Lei non mi conosce, è qui per obbligo d'ufficio, vero?
Non posso e non ha senso.

LA NEVE NON È NEVE

LA NEVE NON È NEVE Barbara Gozzi

La neve non è neve. Ne ha la consistenza ma non è fredda. Si lascia risucchiare da spostamenti d'aria. Si aggrappa a onde anomale di tessuto colorato e braccia concentrate, muscoli tesi a stringere, lanciare, afferrare e riprendere. La neve si raggruma facilmente, tende al giallognolo fissandola, ma non c'è tempo.