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UNA SERA UNA ESCORT

UNA SERA UNA ESCORT FURIO A.

1 L’avv. Lorenzi misurò la distanza giusta per riuscire a distinguere l’ora sull’orologio al polso, e le lancette sembrarono convincerlo a prendere la decisione definitiva. ,

  • Diario N° 287
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MOON RIVER

MOON RIVER Liviana Rose

Se questo racconto fosse un film inizieremmo a seguire la protagonista, Lori, mentre torna a casa dal suo lavoro di infermiera, una sera tardi, con la luce della luna piena che illumina d'argento il lungo viale in cui abita.

  • Diario N° 285
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LA VENDETTA DI UNA MOGLIE PER BENE

LA VENDETTA DI UNA MOGLIE PER BENE FURIO A.

Era quasi l’ora di chiusura. Una nebbiolina leggera rendeva ancora più uggiose le ombre scure della sera decembrina, umida e fredda come solo nelle regioni del Nord Est poteva essere.

Sui marciapiedi i passanti si muovevano frettolosi, imbacuccati nei pesanti giacconi, ma alcuni trovavano il tempo di soffermarsi davanti alle vetrine del negozio, per osservare interessati i vestiti esposti.

Yvonne sperò che ne entrasse almeno uno. Non perché sentisse la necessità di vendere, anzi, nella giornata aveva lavorato molto, ma aveva bisogno di distrarsi per combattere la malinconia.

 

 

  • Diario N° 282
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Inno alla lite

Inno alla lite Isa Gambe

Puniscimi.
Sì.
Puniscimi.
Sputami addosso la tua rabbia. Colpiscimi con la tua ira. Schiaffeggiami con il tuo odio.
Annegami nelle tue lacrime secche.
Sono qui.

  • Diario N° 281
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LA TORTA DELLA NONNA

LA TORTA DELLA NONNA Liviana Rose

Rientri a casa dopo una giornata di improrogabile lavoro e ti allenti la cravatta, anzi la tiri via e la getti distrattamente sull’attaccapanni dell’ingresso. Hai caldo, sete, voglia di fare la pipì e bisogno di mettere i piedi in un po’ d’acqua fresca.

  • Diario N° 280
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FERNANDA. IL CERCHIO SI CHIUDE

FERNANDA. IL CERCHIO SI CHIUDE Ladyfreyja

Domenica mattina di fine Febbraio. Tempo né bello né brutto, indefinito, bastardo. Tempo preso in prestito al canile per carità borghese.
Fernanda è in piedi in cucina, a bere il suo primo caffè. Nero e amaro. Non ha fame, lo stomaco agguantato in una morsa.
Guarda il calendario, con le annotazioni a penna a coprire le date.

  • Diario N° 279
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MOZART

MOZART JAN76

L'acqua del fiume è sporca, putrida, morta alla vita. Tre bottiglie di plastica verde si inseguono nella schiuma di un mulinello. Una rondinella garrisce volando bassa su quel liquido scuro, irreale come il ruscello viola, perché l'azzurro era troppo consunto, chiuso tra le pagine del mio quaderno a righe larghe di quarta elementare.

  • Diario N° 278
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L'INFERMIERA SECONDA PARTE

L'INFERMIERA SECONDA PARTE FURIO A.

Il capitano Roche sporse cautamente la testa oltre il bordo del cratere, scavato da una granata. Davanti si distinguevano a malapena, nel buio, i resti della postazione che aveva resistito per un giorno e una notte interi all’assalto nemico. Attorno c’era solo silenzio, rotto in lontananza dal rumore di sparatorie sporadiche.

INEVITABILMENTE

INEVITABILMENTE Itacchiaspillo

Il sesso con l'amore non c'entra un cazzo.
A dispetto di tutti gli Harmony che invadevano la biblioteca di mia madre, e di Maupassant, Puškin, l'ottocento russo, Fabio Volo e Cento Vetrine. Il sesso era una cosa a parte, di questo ne ero convinta. 

  • Diario N° 275
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COME IL MARE

COME IL MARE Ladyfreyja

Sorgi dal mare, dio-dea, creatura evanescente.
Sei di una bellezza commovente, estrema, quasi dolorosa.

  • Diario N° 274
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L'INFERMIERA PRIMA PARTE

L'INFERMIERA PRIMA PARTE FURIO A.

Il buio. Le ombre che avanzavano curve verso di lui, minacciose e anonime. Il rumore martellante degli spari ininterrotti. I tonfi sordi delle esplosioni che si ripercuotevano nello stomaco, lo sgranare secco delle mitragliatrici e i colpi rapidi dei fucili. Le vampate dei cannoni che spezzavano l’oscurità. Le urla di paura, di rabbia, di dolore.

Inscopabile

Inscopabile Itacchiaspillo

"Culona inscopabile" stile Merkel e i suoi tailleur rosa pallido.

  • Diario N° 272
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ZUCCHERO FILATO

ZUCCHERO FILATO Mameha

Mi è sempre piaciuta la pioggia.
Deve essere lo spirito da Bastian contrario. Tutti dicono che la pioggia fa schifo, allora io ti dimostro che è meravigliosa.

  • Diario N° 271
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ALIBI

ALIBI MAD_FEM

«Non lo fai per me, il tuo è un alibi.»

  • Diario N° 270
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MAZZI DI ROSE E TULIPANI GIALLI

MAZZI DI ROSE E TULIPANI GIALLI FALCOSIRENE

«Sei pronta per le otto e mezza ?»
«Ma... credo di sì...»
«Se vuoi ti do uno squillo verso le otto...»

  • Diario N° 269
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CARLO E LEI

CARLO E LEI Ladyfreyja

Carlo amava correre.
Gli piaceva la velocità e amava sfidarsi, mettersi in gioco nella vita, puntare sempre più in alto, verso nuovi obiettivi.
Lei amava confrontarsi con le emozioni, le sensazioni forti che la facevano giocare se non con la morte almeno con il limite della vita.

  • Diario N° 268
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Il volume delle tue bugie

Il volume delle tue bugie Itacchiaspillo

Il mare era immobile, sotto la luce della luna, perché rifletteva, lui sì, prima di mostrare la sua parte più fragile. Io invece non sempre ci riuscivo e ogni tanto cadevo nell'errore, risultando ridicola prima ai miei occhi, poi a quelli degli altri.

  • Diario N° 267
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IL MODO DI DIRE LE COSE

IL MODO DI DIRE LE COSE FURIO A.

«Sabry, te lo ripeto. Non riesco a venire in montagna. La tesi è più complicata del previsto e devo mettermi d’impegno per finirla in tempo.»

«Avevi promesso che mi avresti raggiunta. Puoi studiare qui. Anch’io devo preparare l’esame di Diritto Costituzionale» insistette Sabrina, incerta se piangere per la rabbia o per la delusione.

«Dai, Sabry, non fare questi paragoni. Tu l’esame puoi rimandarlo quando vuoi. La mia tesi ha tutt’altra importanza.»

 

  • Diario N° 266
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LA TEMPESTA

LA TEMPESTA Liviana Rose

Lui osservava la gente, poi sospirava e tornava a guardare l'opprimente cappa di nuvole che lo divideva dal cielo limpido. Avrebbe voluto raggiungerle con le mani e aprirsi un varco per potere scrutare l'azzurro.

  • Diario N° 263
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LA CASCINA

LA CASCINA URANIO

Le cascine sembrano tutte fredde, uno se le immagina sempre tremule nella bruma del mattino mentre uccelli frettolosi planano sui tetti alla ricerca di vermi coi reumatismi, troppo lenti per nascondersi.

  • Diario N° 262
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LA SALA DI LETTURA

LA SALA DI LETTURA Liviana Rose

Non si conoscono, non si sono mai visti. Voltano contemporaneamente la prima pagina. Si guardano brevemente negli occhi.
Le loro braccia, posate diligentemente sul tavolo lungo il libro, quasi si sfiorano.
Ancora il contemporaneo frusciare della carta stampata.

 

  • Diario N° 260
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UN IMPREVISTO DOPOCENA

UN IMPREVISTO DOPOCENA FURIO A.

Monique, non appena mise piede fuori dal ristorantino elegante, fu aggredita dal gelo dell’inverno olandese. Era un po’ accaldata, anche per i due bicchieri di vino bevuti durante la cena, e mille spilli ghiacciati le punsero il viso. Sollevò sino al naso l’alto collo del maglione di cachemire e prese sottobraccio Patrick, suo marito, per rannicchiarsi contro di lui e approfittare del calore che si sprigionava dal suo cappotto pesante.

L’uomo rimase immobile ad assaporare l’aria frizzante, che preannunciava una bella nevicata, sereno e soddisfatto. Monique gli appoggiò il viso contro la spalla, sulla stoffa morbida, e si sentì rassicurata. Sapeva di fare felice Patrick quando gli dava l’occasione di essere gentile con lei.

 

  • Diario N° 257
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A PHILIP: NUDO

A PHILIP: NUDO MAD_FEM

Lui già nudo.
No, nessuna eccitazione.
Cosa attrae lei quando vede lui?

  • Diario N° 252
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LA PATTINATRICE DAI CAPELLI ROSSI

LA PATTINATRICE DAI CAPELLI ROSSI Liviana Rose

«Buongiorno a tutti gli ascoltatori di Radio Sport 24, oggi ci aspetta una giornata davvero intensa di avvenimenti. Alle nove e quaranta ci collegheremo con Ruggero Livelli a Monaco per il commento alla 20 km di marcia femminile dei campionati europei di atletica e per le varie qualificazioni alle gare del pomeriggio. ...

  • Diario N° 251
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