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Florentino Ariza

Florentino Ariza

I racconti che andrò a inserire saranno tutti dedicati a lei, che chiamerò Firmina.

E' lei a stare male per colpa mia, e non viceversa. E' lei a provare quel fastidio negli organi interni, come quel paragone al colera che ha fatto qualcuno molto più famoso. E' lei a sognare di amarmi, un giorno.

Io l'ho lasciata. Oh, provo per lei grandi cose. Sensualità a non finire, desiderio sconfinato, passione. Con lei tutto sarebbe possibile. Le basterebbe chiedere, e tutto le sarebbe concesso.

E' di questo che ho paura. Non voglio essere soggiogato, sottomesso a causa dell'estasi, della sensuale, sublime confusione in cui vengo intrappolato ogni volta, ogni santissima volta in cui la vedo.

Per questo cerco di vederla poco. Per questo, solo per questo, ho innescato con lei un perverso gioco fatto di inviti, di comunicazioni via chat. Non farò mai l'amore con lei, oppure forse sì, in tarda età. Se dovessi mai trovarmi a pensare che l'affetto, la tenerezza che lei prova per me potrebbero in qualche modo farmi comodo, quando sarò vecchio e avrò bisogno di essere accudito. Ora ho paura, temo quello che io stesso provo. Non voglio essere trasformato in una mammoletta, un cavaliere dalla splendente armatura. Voglio che lei mi cerchi, che faccia tutto quello che le dico, che si sottometta ad ogni mio volere. Faccio in modo che lei mi dica le cose più impensabili, irripetibili.

I miei racconti altro non sono che il frutto delle nostre fantasie.

E l'amore? Lo faccio con altre.

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