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Diario n°:

36

BABY DOLL
Michele Cogni

BABY DOLL

Summertime,

And the livin’ is easy

 

La voce profonda e sensuale di Ella Fitzgerald si diffonde bassa nella stanza. Mi trovo in un’anonima seppur bella stanza d’albergo, eppure so che questo luogo, d’ora in poi, avrà un posto indelebile scolpito nel marmo più candido della mia memoria.

La musica che risuona permea sempre più l’aria, acquistando quasi consistenza, e quasi penetra i miei sensi, suonando corde della mia anima già magnificamente toccate dal pensiero di te che tra poco varcherai quella porta per raggiungermi.

Il letto è ampio, soffice, e l’ambiente appare così vasto, in questa semioscurità che hai imposto tu spegnendo ogni luce prima di scomparire nel bagno.

Sono eccitato, qui da solo sotto il lenzuolo, da fantasia, sogno e desiderio di te che si sono a lungo mescolati in un crescendo di energia vitale, di passione bruciante.

Finalmente la porta si schiude leggermente, la luce calda dal bagno si diffonde come una lama sottile all’interno della stanza, e appari tu, evanescente. Il bagliore alle tue spalle evidenza splendidamente la tua alta e slanciata figura. Resti ferma così, un’immagine quasi in bianco e nero, perdendoti in profonde sfumature di nero che evidenziano in modo sensuale le tue lunghe gambe sottili e il tuo corpo appena coperto da un corto, trasparente e bellissimo baby doll.

Fatico a intuirne il colore, ma è senza dubbio chiaro, forse bianco.

 

One of these mornings

You’re going to rise up singing

 

La canzone continua in un crescendo, mentre i tuoi piedi, nudi e silenti, muovono lenti i passi che ti conducono fino a me. E io rimango fermo a guardarti, rapito e ammaliato. Percepisco ora anche il tuo profumo, il tuo odore che permea fugace l’aria mentre sali sul letto accanto a me, restando in ginocchio, sempre delineata dalla luce alle tue spalle.

Non hai detto nulla. A volte non servono affatto fiumi di parole, perché basta un solo, semplice e irresistibile sorriso, o gesto, o cenno, a porre un disordine sconsiderato nella mia mente.

Le sole parole che udiamo sono quelle di Ella che mi spinge ancora di più a godere della nostra passione.

 

Then you’ll spread your wings

And you’ll take to the sky

 

Allungo quasi timoroso una mano verso di te, sul tuo fianco. Sento sulle dita il fruscio leggero della seta e ascolto il mio stesso respiro che diventa affannoso, quasi mi mancasse l’aria dall’emozione.

Mi sembra di udire persino il mio cuore che batte più forte, così concitato da risuonare a tempo con il blues. E il mio sangue che, scorrendo impetuoso come una marea, mi invade e mi eccita.

Poi, nella penombra che ci circonda come una nuvola di tempo rarefatto e immobile, esiliandoci dal quotidiano scorrere del tempo, sento finalmente le tue labbra che si appoggiano lente sulle mie. E finalmente ti bacio.

Da quanto tempo desidero la tua bocca… Da baciare, da osservare, da ascoltare, mentre mi sussurra i più intimi desideri segreti. La tua lingua, poi, da succhiare e sentire umida, come ora che intreccia lenta la mia, condividendone il piacere di un bacio profondo.

Eppure la voglio ancora di più, ovunque, su di me. Dentro di me. Accarezzo e bacio il tuo collo, dietro le tue orecchie, per provocarti i brividi più intensi, poi guardo i tuoi seni, appena velati dalla seta trasparente, così magnifici e pieni, tutti da scoprire, accarezzare, stringere, mordere e rendere duri, eccitati e desiderosi di me.

Con la punta delle dita sfioro le tue braccia fino alle mani, ai polsi che vorrei stringere e bloccare, come per trattenerti infinitamente qui, mia: inesorabilmente mia.

Intanto intorno a noi risuona ora la voce di Nina Simone.

 

Birds flying high you know how I feel

Sun in the sky you know how I feel

Breeze driftin’ on by you know how I feel

 

Ora so, oh sì!, so come mi sento. Mi sento in estasi. Letteralmente in estasi.

Adesso con le mani seguo le curve dei tuoi fianchi, delle tue gambe, e la mia mano fa poi spazio alle mie labbra e alla mia lingua per percorrerti in ogni direzione, fino a solleticare i tuoi piedi, baciarli e stimolarli succhiando ogni dito singolarmente. Quindi scivolo dietro di te, accarezzo e osservo in questa semioscurità il tuo magnifico corpo, la curva dei tuoi glutei, da guardare, toccare, mordere e baciare a lungo salendo e scendendo lungo ogni loro declivio fino a penetrare poco a poco, con la punta della lingua, il tuo intimo segreto.

Infine, per ultima, la tua intimità, da rivelare lentamente e aprire piano con un soffio, con appena la punta delle labbra, annusare come un nuovo imperdibile profumo, toccare, leccare e baciare per imprimere indelebilmente il suo sapore nella mia mente.

E quando ti avrò mangiata, leccata, toccata, esplorata, stuzzicata e stimolata in ogni modo immaginabile, voglio penetrare in te: in profondità, totalmente, con impeto e dolcezza, con furia animale e tantrico metodo.

E finalmente sarò dentro di te, parte intima di te, e saremo uniti come le due metà di un giocattolo rotto e impossibilitato al suo scopo, finalmente sai, riparati e ottimamente funzionanti.

Il tuo odore profondo e penetrante, le tue parole sussurrate, i tuoi desideri urlati, il profumo dolce della tua pelle, dei tuoi capelli e della tua eccitazione, mi faranno impazzire. Oh, so che io vorrò ancora la tua bocca, ancora e sempre la tua bocca.

L’aprirò con sentimento, lentamente e incessantemente dopo aver indugiato a lungo con le mie labbra sulle tue. Entrerò con la mia lingua forte e assetata a incontrare la tua, dolce e delicata, e resisterò lì, se anche mi volessi fuori, non fosse altro per respirare. A nulla servirà il tuo dibatterti, se i denti leggermente si scontreranno tintinnando tra loro come cristalli, se morbidi e taglienti collideranno.

Perché infine ti concederai di più, totalmente. Mi donerai la tua saliva e il tuo respiro; e la tua vena in gola, come la mia, batterà più forte. E quando infine lascerò la tua bocca sarà per cercare sul tuo collo quell’intensa pulsazione. Le mie dita accarezzeranno la tua nuca, i tuoi capelli, le tue spalle, e cercheranno di nuovo affamate i tuoi capezzoli, che vorranno turgidi, e scenderanno ancora sul tuo ventre, che vorranno umido.

E ti bacerò, finché non vorrai davvero farmi smettere.

Senza parlare, senza esprimermi in altro modo che con la bocca, le mani, il corpo e lo sguardo.

E il naufragar mi sarà dolce nel tuo mare.

 

It’s a new dawn

It’s a new day

It’s a new life

For me

And I’m feeling good

 

(* Summertime, Ella Fitzgerald, 1968. ** Feeling Good, Nina Simone, 1965)

 

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