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Diario n°:

65

CHANEL NR. 5
Jeane Baker

CHANEL NR. 5

Tutte le famiglie felici si assomigliano fra loro, ogni famiglia infelice è infelice a suo modo (L. Tolstoi)

Infelice. Tu, Carlo, credi che questa strana parola stia a indicare uno stato di disagio, o di vero malessere. Immagini sia adatta a gente che urla, lancia piatti, beva, dilapidi lo stipendio in giochi d'azzardo. Non ti passa mai per la mente che anche la tua famiglia sia infelice. Hai dimenticato di esser tu stesso infelice, a causa di tua moglie, che fa scenate se tu rientri tardi dal lavoro, o se non le fai la spesa il sabato. Per quieto vivere, hai imparato a non contraddirla, a essere in linea di massima presente. Apparenze salvate a oltranza.
L'intransigenza di tua moglie ti ha paralizzato, in molti sensi. Sessualmente, non la cerchi da più di 10 anni. Vorresti un'altra donna, da poter stringere e baciare. Una donna che si rivolga a te parlandoti con dolcezza, con cui giocare ogni sera sotto le coperte. Dovresti farti un'amante. Ma non è poi così facile. Le amanti mica si possono comprare al supermercato.
"Buongiorno, vorrei un'amante. La vorrei bionda, con grandi seni e un bel sedere rotondo. La vorrei con una bella bocca sensuale, pronta al sorriso e a disposta ai giochi che più mi piacerebbero. Vorrei che la sua bocca potesse accogliermi, scaldarmi, succhiarmi fino a farmi esplodere".
Carlo, chi ti impedisce di trovarti una compagna occasionale? Un viale anonimo e triste, dove sostano le ragazze per amore a pagamento, o siti di incontri. Hai paura, Carlo. Malattie veneree, e ancora di più la possibile tracciabilità. Discrezione, ci vuole. Non come quel furgone che è appena passato, recando sulla fiancata la pubblicità che annuncia l'imminente apertura di un sexy shop.
Come hai fatto a non pensarci? Ti concedi una gita. Per curiosare tra bevande afrodisiache e creme commestibili da massaggi. Manette con cui legarsi per gioco, bende. Anelli vibranti, abiti fetish. Un sacco di cose strane. Alcune non ti incuriosiscono affatto, altre che sperimenteresti volentieri. Se avessi una compagna di giochi.
Il nome di un articolo ti colpisce "Chanel nr. 5". Il nome di un profumo. Ma la scatola che lo contiene è troppo grande per un flacone. Sollevi il coperchio, quel nome inadatto ha attirato la tua attenzione. Peschi un foglio, probabilmente di istruzioni. Lo esamini, e comprendi subito di cosa si tratta, anche perché c'è una piccola fotografia. E' una bambola che riproduce una ragazza, le cui sembianze ricordano quelle di Marilyn Monroe. Certo, Chanel nr. 5, il famoso profumo che lei diceva indossare la notte.
Chanel nr. 5 è bionda, ha grandi seni. E una grande bocca sensuale, in cui infilare il tuo membro ogni volta che vorrai fare l'amore. Lei non ti respingerà, e non ti farà mai scenate. La compri. Il commesso, mentre paghi, blatera qualcosa su una macchina fotografica contenuta negli occhi della bambola, non lo ascolti. Anzi, ti è venuta la fregola di uscire, perché di colpo sei terrorizzato all'idea che qualcuno ti veda e riferisca a tua moglie.
Rincasi presto, moglie e figli devono ancora rientrare. Hai il tempo di aprire con calma la scatola e goderti il tuo acquisto. Nella semioscurità del negozio, sembrava molto più bella. La gonfi, ma ancora non ti convince. Non la userai mai per soddisfarti sessualmente. Chissà quale momento di follia ti ha fatto credere, non più tardi di mezz'ora fa, che questo osceno pupazzo con oscure cavità fosse la risposta alla tua vita infelice. Con un sospiro, la sgonfi di nuovo per riporla nella scatola. Ecco, forse la soluzione sta nel coperchio della scatola, cioè nell'immagine di Marilyn. Una donna così. Con capelli biondi, bocca sensuale, corpo curvilineo. Un sorriso da perderci la ragione. La prenderesti come amante, se trovassi una donna così? Cosa faresti con lei, se riuscissi a condividerne il letto?
Già ti stai eccitando al solo pensiero di aiutarla a sfilarsi il tubino nero e aderente. Non hai nemmeno bisogno di cercare di immaginare la sua biancheria che senti l'erezione premere contro i pantaloni. Vai a chiuderti in bagno e ti soddisfi da solo. Ma non sei contento. Vorresti una donna vera. Da troppo tempo non ne hai una. Il desiderio represso diventa un'ossessione, che non ti abbandona per tutta la serata, nemmeno mentre ceni e guardi la tv con la tua famiglia.
Sei un pessimo osservatore, Carlo. Non ti sei accorto che lei esiste. La vedi ogni giorno, il luogo in cui lei lavora si trova nello stesso palazzo del tuo ufficio. E' qualche giorno dopo, in ascensore, che noti QUEL sorriso.
Come hai fatto a non accorgertene? Non indossa tubini, è quasi sempre in pantaloni, ma ha lo stesso corpo sensuale. Certo, è pettinata in un altro modo, ma i suoi capelli sono dello stesso colore. La tua vicina di ufficio si chiama Elena, è separata da circa 5 anni. Non hai mai visto un uomo attenderla fuori dall'ufficio, forse puoi buttarti. Con calma, non spaventarla con eccessiva intraprendenza. Offrile un caffè, cerca di chiacchierare con lei. Ti lancerà segnali, ti farà capire se vuole che tu la inviti a cena, una sera.
Non sai se ti dirà di sì o di no. L'unica tua certezza è che non puoi resistere a quel sorriso, quello stesso sorriso che ti guida a proporle di uscire. L'espressione di lei si fa, se possibile, ancora più dolce mentre accetta.
E inizia la vostra storia. Non ti ricordavi più cosa volesse dire dividere l'intimità. Lei da spogliare, da baciare dappertutto. Un'eccitazione incredibile, che nemmeno ricordavi di aver mai provato. Esplodi di gratitudine nel momento in cui le confessi di amarla. Lei ti crede. Perché non dovrebbe? Ha bisogno di crederti. Da troppo tempo è sola.
Lei non ti chiede nulla. O quasi nulla. Si aspetta una tua telefonata al giorno e che, ogni tanto, tu la porti fuori. Una storia come tante, che si svolge secondo un copione: all'inizio, tu la riempi di coccole & attenzioni, le dichiari il tuo amore un minuto sì e l'altro pure e fai corse ai limiti dello scapicollo per stare con lei il più possibile.
Poi succede che tua moglie ti fa una battuta sull'eccessiva frequenza delle tue uscite, succede che tua figlia ti dice, ad un certo punto: "Papi, ma come mai non vieni più alle mie partite di pallavolo?". Famiglia richiama all'ordine, Carlo ubbidisce. Carlo, il tuo problema è che non possiedi una vera volontà, una vera determinazione. I tuoi sono solo desideri confusi, soffocati sul nascere, mai interpretati e meno che mai analizzati. Non sai cosa vorresti per te, in realtà. Ti sei adattato a indossare panni che non ti piacciono, perché l'idea del cambiamento ti spaventa.
Arriva il momento di partire per le vacanze. La famiglia felice nella casetta al mare. Di proprietà. Non ti piacerebbe andarci con Elena e ammirare con lei il sorgere del sole dalla finestra della camera da letto? Che domanda. E' una domanda da donna, e tu sei un uomo. E, da uomo, tutt'al più, ti chiedi pigramente: "A chi andrebbe la casa al mare in caso di separazione?" Ma non ti interessa la risposta. Perché sai che non ci sarà una separazione. Tribunale, avvocati, casini. E per che cosa, poi? Per un sorriso, una carezza, una parola gentile alla fine di ogni giornata? Tutte cose che puoi avere comunque, in una vita parallela. Carlo, non pensi mai a Elena in quanto persona, nel senso che non comprendi la sua esigenza di essere felice con te alla luce del sole. Pensi a quel che da lei ricevi, e tanto ti basta. Non comprendi il retrogusto amaro che lascia a Elena questa relazione, scandita da cene nei ristoranti fuori mano e acrobazie sessuali nelle stanze a ore.
Chanel nr. 5 non è più stata tirata fuori dalla sua scatola da quando Elena è entrata nella tua vita. Se tu ogni tanto la guardassi, noteresti che l'espressione dei suoi occhi si è fatta più dura. Ci sono pieghe nuove ai lati della sua bocca e il suo viso ha ora un che di sofferto.
E arriva un giorno in cui rifili a Elena una buca colossale, dando la precedenza a capricci dispotici di moglie irascibile. E succede che Elena si ribella. Aveva preso un permesso dal lavoro per poterti vedere, e tu all'ultimo disdici tutto con un sms. In fatto di stile, Carlo, sei alquanto mal messo.
Lei non ne può più, e si allontana. Tu non capisci, sei convinto che Elena, lasciandoti, si sia comportata male. Pensi che, nel tempo della vostra relazione, non avresti potuto darle più amore di così.
Dopo qualche tempo, ti ricordi di Chanel nr. 5. Dopotutto, non era stata una cattiva idea acquistarla. Lei non ti avrebbe fatto spendere denaro in telefonate, cene, alberghi a ore. Non si sarebbe mai lamentata del fatto che tu passassi le vacanze con la famiglia e mai con lei.
Chanel nr. 5 è la tua nuova compagna non ufficiale. Discreta e silenziosa, fino al giorno in cui tua moglie riceve una mail con allegata una foto che ti ritrae in un amplesso in compagnia di una bionda.
La fotocamera. Il commesso del sexy shop aveva tentato di avvertirti il giorno in cui acquistasti la bambola.

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