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Diario n°:

56

INSIEME A TE NON CI STO PIU'
Anna Luce Bergamasco

INSIEME A TE NON CI STO PIU'

Caterina salì su per il sentiero stretto e arrivò sulla cresta della collina. Guardava giù e la città era così lontana e silenziosa, i campi rasati color dell'oro e qualche pezza verde. Se allungava un dito poteva arrivare a toccare le nuvole. Le guardava, le nuvole lassù, e si sentiva piccina piccina ma lì poteva urlare tutto l'acre che aveva dentro.

Ripensava a quello che provava quando tutto era incominciato.

Si sentiva serena, leggera, aveva appena rotto una storia inutile durata tre anni, il principio uguale alla fine, senza scintille, senza passione. A trent'anni si ha bisogno di emozioni forti. Per cancellare il lieve ricordo del primo bacio. Per riuscire a dare un senso alla propria vita. E in un piccolo paese tutti ti guardano e si fanno mille castelli sul perché non sei ancora sposata.

 

Come tutte le settimane era andata a fare compere al minimarket del paese ai piedi della collina dopo aver accompagnato i figli di sua sorella all'asilo e prima di passare in banca a versare l'assegno del latte e aveva trovato tutto stranamente tranquillo.

In un primo momento aveva pensato ci fosse chiuso. C'era solo Paolo, uno dei tre ragazzi che avevano appena rilevato l'attività del vecchio Martino e l'avevano un po' rinnovata. Peccato perché non c'erano più i tubi di Bucaneve Doria e le dosi Bertolini nella scatola di latta di Mariarosa.

Si sorridevano sempre, palavano del tempo, del raccolto e della vendemmia. Poi ognuno andava all'attimo successivo, già dimentico di cosa era stato.

Quel giorno però era diverso. Sulla pelle. Per il cuore. Nelle sensazioni.

«Come mai questo mortorio?» chiese Caterina per conversare amabilmente come sapeva fare.

«Sono tutti al bar a vedere in televisione il telegiornale... Pare ci siano altre rivolte di studenti. È un anno brutto questo sessantotto? E così mi hanno lasciato qui da solo a mandare avanti la baracca.»

Era carino Paolo e la faceva un po' sorridere perché aveva un accento diverso dalla gente del posto, era uno della pianura lui.

È così che iniziano le conoscenze, quando meno te lo aspetti, quando hai la guardia abbassata, quando è proprio il momento in cui non vuoi incontrare nessuno.

Aveva trovato una persona interessante, quel tanto più giovane di lei da non far differenza ma da ispirarle tenerezza, dispersa nel mare dei sentimenti, in balia di onde d'emozioni con picchi incendiari.

E la prima persona che senti affine la investi di tutto ciò di cui hai bisogno. Cerchi in lui la tenerezza che non hai, cerchi la comprensione che non sai trovare in questo mondo stupido.

Tornare al suo negozio d'un tratto era diventato diverso.

Basta una parola e gli occhi non guardano più dalla stessa prospettiva. Batte il cuore più forte. Una mano che sfiora casualmente un braccio scoperto da quell'agosto incandescente fa accapponare la pelle.

E uno scambio di frasi diventa una cena, una cena diventa un bacio, un bacio diventa un appartarsi, un appartarsi diventa una scoperta del corpo dell'altro.

Al buio della montagna, al silenzio della notte nel bosco, il profumo del fieno appena tagliato nella valle sotto, l'odore d'acqua del temporale.

Le foglie come giaciglio per un amplesso frenetico, la voglia più forte del bisogno di esplorarsi, il cazzo che entra stridendo nella figa non più abituata alle invasioni. Sudore contro sudore, entrambi impegnati ad afferrare il godimento, grugnendo espirando, rantolando inspirando.

É giovane Paolo, e la foga e il cazzo duro di un ragazzo.

E la sborra invadente di un fiume in piena.

 

Poi la notte diventa giorno e le cose le si vedono da un'altra prospettiva.

Si rivedono.

Un po' di imbarazzo, la voglia ficcata dentro di scopare ancora e magari qualcosa di più. Perché è tutto così talmente giusto che il mondo va avanti senza il bisogno di loro due. Le loro strade si sono incontrate ad un bivio e ora proseguono parallele.

 

Nel retro della bottega, dove c'è più fresco che si tengono le verdure, la scopa con la schiena contro le mattonelle scivolose.

 

Lei lo cavalca in pieno giorno e cerca vallate col sole più caldo di lui, al limite dei boschi.

 

È un dare e un prendere, quando la voglia freme. Anche se uno dei due non vuole lo si fa lo stesso. C'è roba da soddisfare.

Paolo e Caterina vanno più lenti del mondo, vanno più veloci del mondo.

Il lavoro, i nipoti, gli ex che sfiorano ogni tanto la loro vita.

Ogni tanto, piuttosto spesso.

Forse in giro, passato il fulgore delle notizie che vengono dalla città, si parla di Paolo e Caterina che così non si fa.

Che quella brava ragazza che lo ha aspettato all'altare l'anno scorso...

Che quel simpatico giovanotto che non porta nemmeno i capelli lunghi e che lavora in banca...

 

Tutti santi gli altri.

Eppure, tra notti passate ad immergersi l'uno nell'altra, sperimentando nuove sensazioni, e mattine a guardare l'alba lei inculata da lui, tette al vento, seduti su quella poltrona di vimini nella veranda che dà, prosaica, sulla vallata, ecco che tutto si sconquassa.

 

Una telefonata dal posto pubblico per non farsi origliare in bottega, si sentono i gettoni che scandiscono il passare del tempo tra un silenzio e l'altro.

«Mi ha voluto vedere per capire... e io... era due giorni che non ti vedevo... avevo il cazzo stretto nei pantaloni che mi immaginavo di essere De Sade. Piangeva... e mi ha pregato di tornare da lei che senza di me non ci può stare e mi ha preso l'uccello in mano che non l'ha mai fatto. E... È incinta. La devo sposare. Non c'è nessun rosso in casa sua e nemmeno in casa mia. Il crocefisso ci guarda da ogni stanza. Perdonami... Forse possiamo vederci ancora nel retrobottega qualche volta...»

 

 

 

 

 

 

Un taglio netto. È quello che si deve fare in certe occasioni.

 

Insieme a te non ci sto più

guardo le nuvole lassù

cercavo in te la tenerezza che non ho

la comprensione che non so

trovare in questo mondo stupido.

Quella persona non sei più

quella persona non sei tu

finisce qua chi se ne va che male fa.

 

 

Insieme a te non ci sto più

guardo le nuvole lassù

e quando andrò devi sorridermi se puoi

non sarà facile ma sai si muore un po' per poter vivere.

Arrivederci amore ciao

le nubi sono già più in là

finisce qua chi se ne va che male fa.

 

E così Caterina si accorse che non era stato solo sesso pazzesco in barba a tutti i ben pensanti, ma dal sesso era nato l'amore. E più ancora del tradimento, faceva male dire addio.

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