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Diario n°:

68

L'ODORE SULLA PELLE
Cloe Saggeri

L'ODORE SULLA PELLE

Uscì di casa senza fare la doccia. Indossava gli stessi vestiti del giorno prima, compreso il completo intimo di pizzo nero impregnato dei suoi umori e dell’odore di lui.
L’odore di lui. A ogni passo le solleticava le narici. L’eccitava.
Un odore inconfondibile che lei portava addosso come una seconda pelle sotto il vestito leggero. Si intrufolava fra le pieghe del suo corpo quando lui l’abbracciava in quel modo in cui l’abbracciava solo lui. Impregnava ogni poro della sua pelle mentre lui affondava il viso fra i suoi seni, solleticava i suoi capezzoli, accelerava il battito del suo cuore fra le sue mani. Un esploratore curioso fra le sue cosce aperte.
L’odore di lui. Un dolce tormento, un tatuaggio profumato.
Camminava svelta, scansando la gente, un sorriso lieve stampato sul viso. Quel sorriso che attirava gli sguardi degli uomini che le passavano accanto, pronti a iniziare l’antico gioco della seduzione. Le distoglieva lo sguardo, divertita e distante, sbirciando le vetrine.
Il vestito con la scollatura profonda che le piaceva tanto era ancora in bella mostra nella vetrina. Lo aveva indicato a lui un giorno mentre passeggiavano sotto il portico.“Ti piace?”Lui aveva lanciato un’occhiata distratta.“Ti piace?” aveva ripetuto lei, toccandolo. Un tocco leggero con la punta delle dita sulla schiena di lui. Le piaceva toccarlo.“Sì, ma non ha importanza tanto te lo tolgo”.Lei aveva riso. L’idea l’aveva eccitata.   Si era immaginata il tocco delle dita di lui   mentre faceva scivolare il vestito di seta lucida sul suo corpo.
Entrò nel negozio e provò l’abito. La scollatura era profonda e metteva in risalto il suo seno. L’odore di lui aveva già impregnato la stoffa leggera. Sorrise.
“Lo tengo addosso” disse alla commessa.
Uscì con la voglia di sentire la voce di lui, di dirgli che aveva comprato il vestito, che odorava già di lui, che aspettava il tocco delle sue mani per vederlo scivolare sul pavimento di una stanza, di un angolo nascosto in un cortile. Non importava dove.   
Non lo fece.
Quella notte cercò con la mano quelle rotte sconosciute che lui scopriva sul suo corpo. Ogni volta diverse. Ogni volta capaci di regalarle un piacere nuovo. L’odore di lui cresceva con il suo piacere. I movimenti della sua mano diventarono più veloci, il respiro corto. Inarcò la schiena ed emise un gemito.   Portò la mano al viso e l’odore intenso di lui la travolse.
 Leccò le dita una a una. Piano. L’assalì l’inquietudine.
Scalciò le coperte, si tolse la maglietta sudata e si infilò sotto la doccia.
Non l’acquietava mai quel suo cercarlo nella notte. Non era come averlo addosso.
Fece scorrere l’acqua, l’odore di vaniglia del bagnoschiuma cancellò gli odori, gli umori.
Provò un senso di vuoto.
Durò un attimo. Le narici di dilatarono e arrivò un lieve sentore. Inconfondibile.
L’odore di lui.

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