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Diario n°:

225

Le rette parallele
Sullacimadellolimpo

Le rette parallele

Due mondi diversi, lontani, distanti anni luce. In mezzo agli altri io e te siamo due rette parallele. Quando non siamo insieme siamo distanti anni luce. Solo quando ci incrociamo allora la distanza si annulla. Non esiste il tempo, non esiste lo spazio. Solo io e te. I nostri corpi nudi che si incontrano. Due guerrieri che combattono la stessa guerra. Quando la mia lingua calda cerca la tua io non sento più nulla, solo una vibrazione nella pancia. Solo un gran desiderio che si risveglia da chissà che antro oscuro del mio corpo. Lo faccio apposta ad avvicinare sempre più la mia gamba ai tuoi pantaloni sportivi. Voglio sentire il calore della tua bocca e intanto godermi il tuo desiderio crescere e premere contro la mia coscia. Fa crescere a dismisura il mio ego tutto questo.

Pensavo di poterti insegnare tutto per poter godere del merito per sempre, volevo essere ricordata come quella che ti ha fatto capire fino a che punto la lussuria può arrivare.

Io 35 anni, tu 23. Io una donna che ha già fatto tutto, tu stai diventando un uomo ora.

Ma le tue mani ti hanno tradito, anzi mi hanno ingannato. Mi hai toccata e amata come pochi miei coetanei sanno fare. Non ho dovuto dire nulla, hai usato le tue mani alla perfezione, hai fatto vibrare il mio corpo piano piano. Le prime volte che vado a letto con un uomo nuovo sono sempre un po’ incerta se masturbarmi davanti al prescelto perché non so mai quale può essere la reazione, ma tu no. Tu hai preso la mia mano e hai voluto che lo facessi per te, hai voluto che mi amassi solo per te.

Ti sei preso il mio orgasmo con grande piacere, io ero paralizzata non riuscivo nemmeno a ricambiare ma a te non importava. Tu volevi solamente che io godessi per te. Ansimavi insieme a me in quel letto piccolo, troppo piccolo per contenere tutta la mia voglia. Hai mischiato il tuo alito con il mio. Sentivo un calore eccitante su tutta la faccia. Ho fatto il possibile per trattenere quell'orgasmo, ho provato a rimandarlo il più possibile, volevo dimostrare il potere di una donna adulta, volevo farti vedere cosa vuol dire sfidare una donna di 35 anni. Invece ho perso miseramente. Mi sono lasciata andare a quel tocco, ho lasciato che le tue dita mi esplorassero in modo perfetto. Ti ho lasciato giocare con Lei fino ad impazzire, non sono riuscita a trattenermi, ho urlato un orgasmo potente, selvaggio, animalesco che poche volte mi appartiene.

Ma non eri sazio, non te ne bastava uno. Hai voluto che ne avessi un altro, ma questa volta con te e per te. Hai avuto pazienza, hai aspettato che smettesse di girarmi la testa per l'orgasmo di prima, hai usato quel tuo tocco leggero, quasi impercettibile per farmi capire che mi vuoi ancora. Me lo hai anche detto, sussurrato piano nell'orecchio come se ci fossero milioni di persone ad ascoltarci. Il tuo sussurro leggero mi eccita ancora di più. Io che dovrei dominare sono dominata. Io che dovrei insegnare mi ritrovo ad imparare in un letto di ex adolescente.

La mia testa si svuota, non sono io, sono qualcosa che non esiste. Sono in balia delle tue mani che mi fanno godere come nessuno mai.

Quando tutto finisce non te ne vai, sono io che vorrei e dovrei scappare ma non ci riesco. Resto lì, inchiodata al letto. Voglio godermi anche il dopo. Un dopo che mi stupisce. Nessuno o quasi nessuno, dei miei amanti più grandi di te dimostra tanta dedizione per il mio corpo. Tu mi sfiori, non lasci nemmeno un lembo di pelle immacolata, vuoi percorrere tutta la mia superficie, sei meticoloso e io mi lascio fare tutto. Mi lascio addirittura coccolare, mi lascio cullare dal suono del tuo respiro vicino al mio. Tu continui fino a quando non sprofondo in un sonno profondo, pulito, senza incubi come non mi capita quasi mai. Così nuda, abbracciata al tuo giovane corpo anch'esso nudo, mi addormento e dentro di me spero di non svegliarmi più.

 

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