Abbiamo 373 visitatori e nessun utente online

Diario n°:

66

LO SCAMBIO
Stregapigra

LO SCAMBIO

Io e Diego, il mio fidanzato, ci siamo messi insieme quasi per caso, una sera che entrambi avevamo bevuto troppo.

Non ho ricordi nitidi di quella prima notte insieme.

La nostra sembrava proprio una storia destinata a non durare, ma così non è stato.

La scarsa affinità caratteriale è sempre stata ampiamente compensata da un'eccellente intesa erotica. Contro ogni aspettativa iniziale, la nostra relazione è andata avanti, settimana dopo settimana, mese dopo mese.

Uscivamo anche con altre coppie, ufficializzando così il nostro rapporto, ma ogni tanto ci piaceva andare a cena e poi al cinema da soli.

Eravamo solo noi due quando, un venerdì sera di qualche tempo fa, incontrammo Marta e Fabio nell'atrio di un multisala di periferia.

Conoscevo Marta dai tempi del liceo, ma era da tempo che non la vedevo e trovarla lì per caso fu inaspettato e piacevole.

Era sempre molto bella, truccata in modo leggero e fasciata in un elegante vestito di velluto viola. Aveva schiarito i capelli, passando da un castano chiaro a un delicato biondo scuro che ben si sposava col verde degli occhi.

Fabio invece non l'avevo mai visto, ma era decisamente il tipo d'uomo che Marta amava portarsi a letto: alto, bruno, con profondi occhi scuri e spalle ben scolpite.

Mi piacque subito anche se, per ovvie ragioni, tentai in ogni modo di dissimulare la mia ammirazione. Anche la mia bella amica sembrava non disdegnare l'avvenenza del mio fidanzato ma, al contrario di me, pareva preoccuparsi ben poco di nascondere questo suo evidente interesse.

Entrammo nella sala dopo una breve attesa e ci sedemmo tutti e quattro vicini. Io e Fabio ci ritrovammo al centro, l'uno accanto all'altra, con i nostri rispettivi partners seduti ai lati.

Prestai ben poca attenzione al film di quella sera, come del resto a ogni altro film che andammo a vedere successivamente tutti e quattro insieme.

Ogni scena sullo schermo era un pretesto per sussurrarsi piccole provocazioni all'orecchio, accostando labbra e respiri, indugiando poi nel buio e nel silenzio, complici della nostra furtiva intesa. 

Sentivo una forte attrazione crescere in me ogni volta che Fabio mi sfiorava le ginocchia con le nocche, in una danza lenta e ritmica alla quale non mi era possibile rimanere insensibile. Il mio cuore batteva all'impazzata combattuta com’ero tra il lasciarmi andare e la consapevolezza di quelle che sarebbero state le conseguenze.

Dal canto loro Marta e Diego, incredibilmente, parevano non essersi accorti di nulla.

Un sabato sera però, verso la fine di un noiosissimo film hollywoodiano, Marta mi guardò trafiggendomi con lo sguardo. Sostenni quella sua occhiata nella semioscurità e compresi la sua rabbia immaginando una reazione di lì a poco. A dire il vero ne fui quasi spaventata.

Ma avevo immaginato male.

Quando uscimmo a respirare la fitta nebbia di novembre lei mi si avvicinò e, quasi abbracciandomi, mi disse: "Mia cara Giulia, vedo che  ti  piace giocare, ma non puoi farlo a modo tuo. Se decidiamo di giocare, giochiamo tutti e quattro, questa è la condizione". 

La sua affermazione, che lasciava ben poco spazio all'interpretazione, mi stupì moltissimo.

"E tu che ne pensi Diego?" - chiese a bruciapelo al mio fidanzato - "A te piace giocare?"

Diego guardò alternativamente prima me e poi lei, poi di nuovo me, senza rispondere.

Fu allora che Marta gli prese il viso fra le mani con la sicurezza che l'aveva sempre contraddistinta e cominciò a leccargli le labbra con lentezza disarmante fino a quando lui cedette e, sotto i miei occhi increduli, si abbandonò a un bacio lungo e lascivo.

Fabio non parve scandalizzarsi troppo e sorrise scuotendo leggermente la testa.

Pensai che probabilmente non doveva essere la prima volta che lei si comportava in quel modo.

La cosa strana invece fu quello che provai io... né indignazione, né imbarazzo. Solo stupore misto a eccitazione. Non riuscivo a staccare gli occhi da quella scena della quale anche io e Fabio eravamo stati resi partecipi. Stavo vivendo qualcosa di impensabile fino a poco tempo prima, eppure non avvertivo alcun tipo di disagio.

Solo quando sentii le mani fredde di Fabio infilarsi avide dentro al mio cappotto saggiando lentamente le mie curve, il mio sguardo si staccò per un attimo da loro, concentrandosi sugli occhi di lui, traboccanti di desiderio.

Mi appoggiò con forza alla portiera dell'auto spalancandomi le gambe e avvolgendosi a me con una passione che mi lasciò quasi stordita. Ripresi a guardare Marta e Diego, che a loro volta non staccavano il loro sguardo malizioso da noi. Lui si abbassò i pantaloni, lei inarcò la schiena, gemendo di piacere. La mia eccitazione crebbe ancora, fino a divenire incontrollabile. Il nostro piacere e il loro divennero indistinguibili. Il desiderio represso poco tempo prima durante la proiezione del film sfociò in un orgasmo impetuoso e quasi sincrono. 

La complicità che si creò quella sera fra noi quattro non è mai più venuta meno.

Da allora continuiamo a condividere tutto: vacanze insieme, progetti, fantasie e molte piacevoli serate all'insegna di una trasgressione profonda e complice.  

 

 

Specifiche

4.0/5 di voti (2 voti)

Share this product

Lascia un commento

Please login to leave a comment.