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Diario n°:

92

MACCHIE DI SOLE SU LENZUOLA TESE
Walerian

MACCHIE DI SOLE SU LENZUOLA TESE

"Per una volta?"

"Solo per una volta."

Finì la frase ed usci dalla chat. Non aveva aspettato la risposta. Non la voleva. Gli piaceva l'idea che tutto potesse succedere. O nulla.

Si lisciò la barba. Si mordicchiò un labbro. Forse aveva esagerato.

Lei si era dichiarata, voleva giocare. Voleva provare. Lui ne era attratto. Gli piaceva quella esuberanza, quella voglia di affrontare la vita a braccia aperte.

La richiesta di lui era stata diretta, forse anche dura. Ma si trattava di un gioco appunto. Ed era il suo turno di lanciare i dadi.

"Mandami l'indirizzo dell'albergo, lo scegli tu, lo prenoti tu. Arriverò verso sera, ti saprò dire esattamente."

Silenzio dall'altra parte e poi un ok. Deciso.

La settimana passò veloce. Fin troppo. Lui arrivò a fine pomeriggio, lei sarebbe dovuta essere già in camera. Ad aspettarlo?

Guardò verso il lago e si accese una sigaretta. Ancora cinque minuti, pensò.

"Spogliati. Lascia la porta aperta. Infilati sotto il lenzuolo. Portati il lenzuola sopra tutto il corpo, in modo che tu non possa vedere nulla." Invio? OK.

Il messaggio partì. Sapeva che non sarebbe stata necessaria una conferma.

 

Entro nell'albergo, si presentò, si fece dire il numero della camera. Salì a piedi. Al terzo piano. La 308.

"Sono qui". Invio? OK

La porta era aperta come doveva essere. Entrò adagio, senza far rumore.Come se non dovesse disturbare nessuno. La camera era in penombra. I riflessi del tardo pomeriggio filtravano dalle persiane semiabbassate e si distribuivano sul letto, ricoprendo e muovendosi sul lenzuolo steso su tutto il corpo di lei.

Si avvicinò senza parlare. Sfiorò con il dito il corpo di lei partendo da un piede. Prese a salire. Il corpo di lei vibrava.

«Ssshhh» disse lui.

Il dito continuava nel suo peregrinare sfiorando i capezzoli. Irti.

La bocca di lui si appoggiò a quella di lei. Il lenzuolo impediva il contatto diretto ma le lingue si trovarono lo stesso. Un bacio lungo, intenso. Bagnato.

Le mani di lui continuavano a sfiorarla, sempre leggere, quasi sospese.

Lei cercò di allungare una mano per cercare, toccare?

«Shhhhhh, ferma…» Disse lui. La mano di lei ricadde sul letto. Ubbidiente. Lui si spostò di lato e prese ad osservarla. Vivere quella situazione gli dava un senso di possesso mai provato prima. Si alzò i piedi e prese a spogliarsi, lentamente.

Il silenzio della stanza era accompagnato solo dal respirare veloce di lei.

Lui si prese il sesso eretto in mano e sfiorò con esso un capezzolo. Si spostò a cercare la mano di lei e poi verso la bocca. Nonostante il lenzuolo lei capì e lo cercò con la bocca.

Lui si tolse. Era presto. Le si avvicinò  e le disse:

«Toccati… quando torno voglio sentire il tuo sapore dalle tue dita…»

Lui osservò con piacere la mano di lei spostarsi e raggiungere il centro del suo corpo. Il contatto. Un brivido di piacere le uscì appena dalla bocca.

Lui si spostò in bagno e azionò la doccia. Una fresca ondata di piacere. Aveva bisogno di rinfrescarsi o forse solo di raffreddarsi.

Tornò, ancora bagnato.

Lei teneva la mano tra le gambe, si stava accarezzando piano.

Le si avvicinò con la bocca alla sua:

«Dammi il tuo sapore…»

La mano di lei risalì il proprio corpo, come indecisa. Lui sollevò appena il lenzuolo oltre la testa. Leì capì.

La mano uscì, sospesa, tra i raggi filtrati del sole. Lui trovò le dita umide con la bocca.

Quando avvenne il contatto una scossa attraversò i due corpi.

Lui si alzò. Le gocce d'acqua venivano assorbite dal corpo. Si spostò in fondo al letto e sfilò il lenzuolo da sotto il materasso. Lo riporto lentamente su di lei. Fino ai piedi. Allungò la mano sotto il lenzuolo. Le gambe di lei si allargarono subito, ad offrirsi. La mano sentì il calore avvicinarsi. Sempre più intensamente. La penetrò. Le gambe di lei strinsero la mano. Un attimo indefinito di passione.

Lui ritirò la mano, le ricoprì i piedi con il lenzuolo. Si adagiò su di lei e si girò sul letto portandosela sopra.

Il lenzuolo continuava a dividerli ma era lui ora coperto. La schiena di lei mandava riflessi di sudore e voglia.

Lei accarezzò quel corpo, scese con la bocca a cercarne il petto, i capezzoli, la bocca. Con la mano disegnava il contorno di quel sesso che risaltava evidente. E infine la bocca a concludere il disegno.

Tornò alla bocca. Le lingue si cercarono di nuovo. Il lenzuolo cominciò a sciogliersi e a dissolversi. Finalmente.

Erano pronti per fare l'amore.

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