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Diario n°:

270

ALIBI
MAD_FEM

ALIBI

«Non lo fai per me, il tuo è un alibi.»

Questa frase è rimasta per giorni nella sua testa, come in un limbo.

Ogni tanto, inaspettatamente, quella parola riaffiorava.

Un percorso a ritroso lungo anni.

Tutto era cominciato con una domanda che era quasi una preghiera, ma era esplosa nella notte.

«Vorrei vederti con un altro prima che sia troppo tardi.»

Come un sasso nello stagno.

Onde circolari si erano insinuate sotto la pelle e avevano provocato un'alternanza di euforia e angoscia.

La paura di deluderlo.

L'ansia di non essere all'altezza.

Mettersi in discussione.

Confrontarsi.

La paura di forzare sé stessa.

Notti insonni tra sesso e parole.

La chat erotica.

Era diventata bravissima ad eccitare i suoi interlocutori.

L'annuncio.

Migliaia di risposte.

Qualche incontro non degno di nota.

Si faceva strada in lei la consapevolezza di essere arbitro del piacere di lui.

Questo potere le piaceva.

Giocava a sedurre per il piacere di farlo.

Portava sempre golfini con la cerniera, con profonde scollature.

Sapeva di avere un bel decoltè, il collo lungo e spesso passava una mano dalle lunghe dita affusolate sul quel collo, fino alla cerniera e ne abbassava un piccolo pezzo, fino all'attaccatura del seno, poi la richiudeva.

Guardava in viso chi aveva di fronte e ne assaporava l'effetto negli occhi confusi e il colorito acceso.

Piccoli passi, ma ormai tutto si era messo in moto.

Era solo questione di tempo.

Il primo incontro era servito solo per misurare i propri limiti.

Poteva andare oltre.

Altre occasioni, altri luoghi, altra gente.

Un incontro più felice di altri.

Brandelli di tempo rubato.

La sua natura stava prendendo il sopravvento.

Stava diventando come lui aveva sognato: porca.

L'eccitazione di lui era la molla che faceva scattare in lei la voglia di salire un altro gradino della scala.

Esibiva piccoli pezzi di sé stessa, mai tutto in una volta, mai l'anima.

Il motel, il club privè, i giochi a tre, a quattro, a sei, le foto, le fantasie al limite.

E loro due al centro.

Tutte le notti l'amore e il sesso era una gioia fisica e mentale.

Ormai l'allieva aveva superato il maestro.

Le piaceva.

Le piaceva essere desiderata da due maschi.

Le piaceva spingerli a chiederle ciò che già lei aveva deciso di concedere.

Le piaceva sentire sulla pelle tante mani e tante lingue.

Le piaceva spogliarsi sotto gli occhi di tutti e mostrare il suo superbo seno.

Sì, le piaceva molto esibirsi in giochi erotici e sapere che lo stavano invidiando.

Non poteva più mentire a sé stessa, lui era diventato il suo alibi.

Avrebbero percorso insieme tanta strada ancora.

Il limite era ancora lontano.

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