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Diario n°:

283

Sei mia
Antonella Z.

Sei mia

 

Antonio non aveva voglia di storie: si era lasciato da sette anni, aveva convissuto per due, stava pendando al matrimonio con Cristina. Venivano dallo stesso pesino sul mare, erano cresciuti assieme, le famiglie si conoscevano da anni, era tutto stato preconfezionato e stabilito. Tutto, tranne che i suoi desideri più reconditi.

Si era chiuso, la casa era diventata una prigione di silenzi e recriminazioni: lui non voleva parlarne, lui voleva nascondere la testa sotto la sabbia, lui voleva andarsene. Fu Cristina però a rompere il silenzio, a chiedere spiegazioni, a dire che così non poteva andare avanti. Aveva fatto le valigie ed era uscita una domenica mattina, mentre pioveva, con Antonio sul divano a guardare le cornici delle foto fatte al mare vuote.

 

C’era stata solitudine, c’era stata nostalgia, c’era stata rabbia, c’era stata la chiusura. Il cuore s’era chiuso, la mente si era protetta, c’era solo il desiderio che lo tormentava.

Si era iscritto a una App di incontri, aveva avuto delle avventure senza seguito, aveva avuto delle storie di una notte e qualche appuntamento a vuoto, qualche curiosa recriminazione il giorno dopo. Nessun impegno, nessuna storia, nessun legame.

Non ne andava fiero, non ne era felice, era un segreto inconfessato alla sua famiglia, che lo vedeva solo e sciupato, immobile nel dolore.

Di notte era il momento peggiore: lunghe ondate di nostalgia gli spaccavano gli occhi gonfi e il cuore straziato, mentre la mano cercava sotto le coperte Cristina, morendo tutte le volte che non trovava che il gelo delle lenzuola da single.

Quel giorno, Antonio trovò una nuova compatibilità: si chiamava Lisa, una donna dagli occhi verdi enormi e dai voluminosi capelli rossi e dal sorriso estremamente malizioso. La immaginò subito piegata, disponibile per lui, su una scrivania, mentre la penetrava con vigore.

 

Ciao Lisa, sono Antonio, piacere di conoscerti

Ciao Antonio, piacere mio

Di dove sei Lisa?

Di Milano, e te?

Io vengo dal Sud ma sono al Nord per lavoro da 5 anni circa

E come mai su questa App?

Io non mi aspetto nulla da nessuno, sono qui per conoscere gente

Hai già conosciuto molta gente?

E come è andata?

Bene ma perché non cercavo nulla di impegnativo. Che fai nella vita?

Sono giornalista per una rivista letteraria e scrivo romanzi rosa, e te?

Io sono un poliziotto, lavoro alla scientifica. Mi interessa molto il tuo lavoro, perché anche io ho un lato artistico, disegno fumetti

Un poliziotto e una giornalista… che cliché! Disegni?

Sì, aggiungimi su fb così puoi vedere i miei lavori, se ti va.

Ok, lo farò.

Dalle foto sei davvero molto carina, lo sai?

Magari la foto inganna…

Forse, ma ho un debole per le rosse… Che ne dici, ci possiamo incontrare?

Ok, perché no?

Facciamo venerdì sera? In zona Loreto?

È dove vivo io

Anche io!

Lo vedi, non mi hai mai notata allora!

Non avrò guardato con attenzione

Come mai?

Forse perché mi sono lasciato 7 mesi fa dopo sette anni

E come stai ora?

Meglio… ti lascio il numero, ci sentiamo su Whatsapp

Va bene

 

 

E così fecero: il gioco della seduzione veloce e senza vincoli era cominciato.

 

************************************

 

Lisa si presentò all’appuntamento con un vestito blu aderente, che metteva in risalto il suo fisico formoso e tonico, degli stivaletti e un trucco ricercato. Antonio ebbe immediatamente l’idea di avere incontrato una ragazza elegante, che sapeva il fatto suo: la trovò immediatamente attraente. Lisa notò subito i profondi occhi del colore del mare in tempesta, che le trasmisero profondità e dolcezza, sensazioni lontane dall’immagine “senza impegno” che Antonio aveva sottolineato durante tutti quei giorni. Notò il fisico muscoloso, il portamento sofisticato: sentì un brivido dietro la schiena.

Conversarono della loro vita, degli interessi, delle esperienze. Antonio non riusciva a non pensare di avere incontrato una ragazza interessante, con gli occhi più dolci che avesse mai visto. Si sentiva attratto da lei, continuava a immaginare come doveva essere averla, come doveva essere fare perdere il controllo a quella donna. Non la percepiva ragazzina, non la sentiva piccola, la sentiva consapevole, intelligente, colta. Adorava la sua eleganza, la sua ritrosia, il fatto che sembrasse in imbarazzo. Pensò che in altre circostante avrebbe corteggiato subito una così, ma ora lui non voleva impegni, non voleva aprirsi, non voleva sentimenti.

Usciti dal pub, camminarono fianco a fianco, imbarazzati, fino a che lui non la spinse contro il muro di una casa gialla, illuminata dalla tenue luce di un lampione. La immobilizzò con le braccia, guardandola intensamente negli occhi.

«È tutta la sera che volevo farlo» le disse sussurrandole nell’orecchio.

La baciò con passione, con una lingua calda e accogliente, che le accarezzava i sensi e le penetrava nella testa, impedendole di pensare. Lisa sentiva le gambe cedere, scopriva il collo del ragazzo con le proprie mani, scopriva quel tocco sicuro del corteggiatore, vedeva l’esperienza in quel modo di fare sicuro, vedeva un uomo che sapeva di volerla. Al di là di quanto lui aveva dichiarato, al di là del modo con cui si erano conosciuti, al di là di essere lì entrambi per colmare una solitudine, Lisa vedeva cuore e fragilità: ne fu intrigata.

Lei era da un po’ che non riusciva a lasciarsi andare con un uomo: per mesi si era rintanata in se stessa, chiudendo tutto di sé al mondo esterno. Aveva creato storie magnifiche per i suoi personaggi, ma per se stessa aveva scelto la solitudine. Aveva il cuore spezzato, era ingrassata, era sola. Aveva iniziato e reagire da poco, aveva ripreso a curarsi e ora che poteva sfoggiare un bel corpo, voleva solo essere attraente per qualcuno. Antonio era la persona perfetta, non poteva farsi scappare questa occasione per rimontare in sella.

«È solo per questa volta» si dissero entrambi.

 

***********************************

 

La portò in casa, togliendole con delicatezza il cappotto. Le offrì del vino, la fece sedere sul divano, riprendendo a conversare. Fu lei a posare i bicchieri di entrambi sul mobiletto vicino, baciandolo sul collo e prendendogli la mano per portarsela al seno.

Era caldo e morbido, era bellissimo lasciarsi andare a quel tocco, a quella sensualità, a quella femminilità. Lisa ci sapeva davvero fare e Antonio non voleva altro che tutto di lei.

La condusse in camera da letto, spogliandola e torturandola con dei baci senza fine, sulle labbra, sul collo, sul seno, sentendo il respiro di Lisa crescere, il suo bacino muoversi, capendo che lo desiderava. Lisa lo baciò e lo fece sdraiare, togliendogli la camicia e scoprendo una muscolatura perfetta. Accarezzò lentamente ogni centimetro, fino ad arrivare alla cintura. Gli tolse i pantaloni, scoprendo un’erezione forte e vigorosa, la guardò con gusto.

Lui le prese la testa per portarla al suo membro, pronto, voglioso. Desiderava quei baci, non poteva resistere, non aveva più il controllo. Quella dolcezza lasciò ora spazio a forza, a vigore, a un movimento imposto deciso e regolare. Lisa a malapena poteva respirare, divertita da fare questo effetto q questo uomo sconosciuto, dagli odori così deliziosi, che la voleva, che voleva venirle in bocca.

«Non ti fermare» le disse.

Ma Lisa si fermò, lo guardò con malizia e gli legò le braccia con la cintura.

«Non vorrai mica farmi credere che vuoi che finisca tutto così?» gli disse maliziosa.

Portò la propria intimità sulle labbra di lui, mentre con le proprie continuò il gioco di prima. Erano perfettamente in armonia, sincronizzati, uniti, complici. Antonio aveva un modo di baciarla che era perfetto, delicato, lento , profondo, le faceva sentire di nuovo sensazioni che aveva dimenticato, la faceva sentire donna come desiderava. Era bellissimo provare piacere, sentire il corpo contrarsi, sentire calore, sentire di essere lì con un uomo che stava godendo con lei, a cui lei piaceva, il cui desiderio lo poteva avvertire in ogni parte del suo essere. Antonio trovava quell’essere disinibita , quell’essere così sensuale, quell’essere così fantasiosa di Lisa un qualcosa di irresistibile. Scopare e basta  non gli aveva mai portato così tanto piacere come in quel momento, con quel corpo che gli oscillava davanti, con gli umori di lei che sentiva immersi nella propria bocca, con il respiro che si faceva più corto.

Lisa si spostò, guardandolo.

«A che pensi?” gli chiese.

«Che ti voglio, da morire.»

«Dove hai i preservativi?»

«Qui, nel cassetto.»

Lisa ne prese uno, glielo  fece indossare e ponendosi sopra di lui, si fece penetrare dalla durezza disarmante di quel membro. Averlo dentro di sé, le fece provare una fortissima eccitazione, sembrava perfetto per il proprio corpo. Antonio sentì un calore intenso, sentì una chiusura, intuendo di essere il primo dopo tanto tempo per lei. Si sentì scelto da una donna così, intuì che Lisa gli aveva concesso di farla sentire nuovamente femmina, e non voleva affatto deluderla.

Il movimento di lei era perfetto, ritmato come una danza e sensuale come una magia: Antonio era rapito, la guardava estasiato, godendo nel vedere il piacere di lei crescere. Era legato, questa cosa lo eccitava da matti: era un piacere indescrivibile essere un oggetto di desiderio nelle mani di una donna così.

«Sei bellissima» le disse.

Lisa sorrise dolcemente e decise di slegarlo, facendolo quindi sedere sul letto e riprendendo la sua danza con più dolcezza. Gli prese il viso fra le mani, gli baciò la fronte, si fece baciare il  seno. Antonio la guardò con dolcezza, le strinse le mani fra le sue, le baciò come un neonato quei capezzoli turgidi, mentre Lisa continuava a muoversi, sempre più velocemente, fino a gridare.

Fu lui a prenderle il viso fra le mani questa volta, baciandola nuovamente con trasporto.

«Hai fame?» le chiese.

«Perché?»

«Perché vorrei cenare con te.»

 

 

 

 

*****************************************

 

 

 

Antonio aveva il classico frigo da single: pochissime cose, tutte facili da preparare.

«Allora, anche se no si direbbe, io cucino molto bene» le disse. «Ma non ho molto qui, giusto della mozzarella e del prosciutto e taralli.»

«Vanno benissimo, grazie. Lascia che ti aiuti.”

La guardava Antonio, non smetteva di guardarla, la guardava e Lisa arrossiva.

«Perché mi guardi così?» gli chiese.

«Non ti sto guardando così.»

«Sì, lo sguardo è diverso da prima.»

«Non mi va di dirtelo.»

«E adesso che si fa?»

«Ci sentiamo e ci vediamo, ma senza impegno, se ci va di farlo. Io non voglio fare cose da fidanzato.»

«Cioè?»

«Non voglio che mi si richieda di fare cose , di dare attenzioni, io non voglio questo ora come ora.»

«E senza che ti si chieda qualcosa, ora come ora, che vorresti fare?»

Antonio si alzò bruscamente dalla sedia, le prese il braccio per farla alzare e riprese a baciarla, come prima, più di prima, con il desiderio libero.

«Io devo andare» disse allora Lisa.

«Come?»

«Sì, è tardi, devo andare.»

«Non avevo visto l’ora. Ci sentiamo» disse baciandola.

«Come vuoi» disse Lisa, un po’ distante.

«È un peccato che tu debba andare» le disse.

«Lo so» rispose maliziosa.

«Ci vediamo.»

Lisa si mise il cappotto e baciandolo uscì dalla casa.

 

 

**************************

 

Nessuno dei due volle tradirsi nel corso dei successivi giorni: like tattici sui social, qualche messaggio di cortesia, qualche piccolo complimento, ma nulla di più.

Nessuno dei due voleva scoprire le proprie carte, nessuno dei due poteva permettersi di cedere. Senza impegno, si erano detti mentendo.

Non si può decidere chi ci piace, succede e basta, non si può decidere chi è in grado di farci perdere il controllo, non si può decidere la passione. Si può negare, rallentare, razionalizzare ma non fermare.

Nasce nei posti più strani, magari anche su una app per solo sesso: ma il sesso, la chimica, non sono espressione d’amore?

 

Ciao Lisa, ho voglia di vederti

Ciao Antonio, oggi non posso

E quando puoi?

Quando meno te lo aspetti

Antonio sorrise.

Sei mia Lisa, non mi scappi

Non sto scappando, sto rendendo il gioco più interessante. Dimmi, che vuoi che indossi la prossima volta?

Un completo di pizzo nero

Sarà fatto. Ti chiamo io, aspettami.

Oh no, non voglio aspettarti, ti stuzzico. Ti voglio te l’ho detto.

Allora stuzzicami.

Mi sto toccando adesso.

Non puoi farlo meglio di me.

Non mi hai toccato, ti ho scopato nella bocca.

E come era?

Mi è piaciuto.

Ho in mente qualcosa per la prossima volta: vorrei vedere la tua resistenza.

Oh tesoro fai quello che vuoi con me.

Ho un dito dentro di me e ti sto pensando, voglio venire pensandoti.

Io vengo così tutte le volte.

Mi pensi?

Penso a quella figa da paura che hai… mi è diventato duro, di nuovo.

Antonio…

Dimmi…

Come è andata la giornata? Io sto scrivendo una nuova recensione e ho l’idea per un prossimo racconto: parla di due che si conoscono su una App di incontri ma inaspettatamente le cose vanno esattamente come devono andare

E il ragazzo sorrise.

Mi piacerebbe davvero tanto aiutarti

Lo stai già facendo: sei il mio protagonista

Mi stai usando per i tuoi scopi?

Non più di te immagino

Antonio sorrise: non vedeva l’ora di punire questa donna così insolente e incredibilmente sfacciata.

Oh tesoro, non ho ancora iniziato

 

 

 

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